16/12/2010
di Paolo Vettori

Il Governo peggiore della Repubblica ce l’ha fatta, almeno per ora.
Con soli tre voti di scarto, ha incassato la fiducia anche alla Camera, là dove lo si aspettava al guado dal momento della scissione dei finiani dal PDL.
Avrebbe perso, se qualche deputato eletto con l’opposizione non si fosse convertito sulla via di Damasco cadendo da cavallo.
In particolare, fra gli altri, han fatto scalpore i casi di due deputati IDV, in seguito espulsi dal Partito.
Diversi elettori e tesserati IDV sono caduti in uno stato di profonda indignazione per il gesto dei due scellerati, indignazione alla quale hanno unito un generale senso di insoddisfazione e scoramento.
Comprensibile, dal momento che proprio IDV è il Partito che, negli ultimi anni, ha fatto la più dura e ferma opposizione al Governo Berlusconi, ed al politico Berlusconi in quanto tale, evidenziandone l’abnorme conflitto d’interessi, l’uso privato degli incarichi pubblici ed i guai giudiziari cui, sempre tramite la sua azione politica, cerca di porre rimedio.
Da qui la rabbia di un elettorato estremamente sensibile alle tematiche portate avanti da IDV, ma anche l’orgoglio di avere un tale elettorato.
A caldo, penso che ciascun elettore e tesserato IDV meriti spiegazioni personali dal Segretario Di Pietro, responsabile ultimo della scelta dei candidati da inserire nelle liste.
Tuttavia, ragionando a mente fredda, mi accorgo che quanto è successo col voto di fiducia in fondo non mi meraviglia più di tanto, così come non mi lascio scoraggiare da questo brutto momento politico generale.
Di Pietro avrà sicuramente la sua dose di responsabilità nella scelta dei candidati, ma è verosimile che, quando gli sono stati segnalati i medesimi, siano stati tutti presentati dagli organismi locali come persone in gamba, di fiducia e portatrici di voti.
La politica reale cerca voti, non è un segreto, anche se siamo tutti d’accordo sul fatto che sia meglio mille volte candidare una persona magari poco conosciuta ma dalle spiccate doti umane e politiche piuttosto che un mero portatore di voti.
Purtroppo non è sempre così e nemmeno questo mi fa cadere dal letto.
L’attuale legge elettorale è una beffa che umilia tre volte: umilia gli elettori, privi della libera scelta del loro rappresentante, umilia i dirigenti di Partito, che devono scegliere i candidati al posto degli elettori, umilia i candidati, costretti in liste bloccate in ordine di importanza, dove sai già che se sei il decimo candidato in un Partito che ne eleggerà solo 3, stai lì unicamente per far numero.
Di Pietro si è sempre espresso in modo estremamente sfavorevole a questa legge elettorale, affermando più volte che la responsabilità che gli viene data in qualità di Segretario di Partito nella scelta dei candidati è troppa ed ingiusta e lo espone proprio a quei casi di tradimento che si sono verificati.
Una legge elettorale che consenta il voto di preferenza, permetterebbe una più libera e ampia scelta di canditati, lasciando posto un po’ a tutti, dai soliti portatori di voti, al nuovo meritevole che cerca di avanzare, mettendoli sullo stesso piano di fronte all’elettore sovrano liberando, di fatto, dalle più grosse ed attuali responsabilità la dirigenza dei Partiti.
Mettiamo caso che si fosse andati alle urne con una norma che avesse consentito il voto di preferenza: penso che la dirigenza del Partito, più libera, avrebbe optato per la candidatura sia del portatore di voti, sia del personaggio bravo e volenteroso emerso dalla base del Partito ma poco conosciuto.
La scelta sarebbe stata poi solo degli elettori, liberi (speriamo, non apriamo un altro articolo) di indicare vicino al simbolo del Partito votato, il nome del loro candidato preferito.
Se fosse stato eletto comunque uno di coloro che l’altro giorno han tradito, avremmo potuto prendercela lo stesso con Di Pietro?
L’ho fatta facile per esemplificare, me ne rendo conto, ma il concetto base resta quello.
Una maggiore democrazia interna al Partito è sempre necessaria e, ferma questa pessima legge elettorale, ad esempio, si potrebbero pianificare delle Primarie per formare in modo migliore e partecipativo le liste dei candidati.
Concludo dicendo che non è questo il momento per abbattersi e mollare.
Il Governo Berlusconi è comunque agli sgoccioli e la sua era sta per terminare.
Dopo, servirà davvero l’aiuto di tutti.
Paolo Vettori
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