I mandanti

Gheddafi torna in Italia a salutare il nostro presidente Silvio Berlusconi.

Minzolini (TG1) come al solito si è scatenato tanto che si capiva chiaramente che le proteste nei confronti di Gheddafi erano limitate al fatto che è musulmano. E’ arrivato a Marzara del Vallo per trovare un cardinale disposto a dichiarare una formula giusta di intervento.

Dopo anni di servizi a riguardo, neppure un riferimento a chi sia Gheddafi, l’anti-italiano per eccellenza, una persona in grado di arrivare in Italia con incollata sulla divisa l’immagine di un eroe libico anti-italiano, una persona in grado di coprire i terroristi di Lockerbie, un vero e proprio dittatore medio-orientale con tutte le conseguenze ovvie del caso.

Perché tutta questa aperta amicizia da parte del governo?

1-      L’energia e gli interessi economici.

La Libia è un partner commerciale importante per l’Italia. Una buona parte della fornitura energetica italiana viene da quel paese (fra cui il petrolio) e le automobili che per la maggiore circolano in Libia sono FIAT. Vi sono poi altri interessi economici più o meno minori. Ne deriva una partnership naturale a livello economico che crea alle nostre (e alle loro) aziende indiscussi vantaggi.

2-      L’immigrazione.

Grazie all’intervento tempestivo del generale Gheddafi l’immigrazione clandestina in Italia è calata vertiginosamente. Lega Nord ringrazia apertamente e si glorifica dei risultati ottenuti.

Ma sappiamo DAVVERO con chi abbiamo a che fare?

In Libia esiste una democrazia solo nominale. Pur non avendo alcuna carica ufficiale a parte Guida della Rivoluzione, Gheddafi ha poteri praticamente assoluti. E’ apertamente anti-occidentale ed è anti-italiano in particolare. Nella prima visita in Italia ha mostrato sul petto un’immagine di un eroe anti-italiano a sbeffeggiare ulteriormente un radioso Silvio, felice per avere un così caro amico ospite.

Gheddafi considera gli Stati Uniti al pari di Bin Laden, ha coperto e protetto terroristi (strage di Lockerbie su tutte) ed è assolutamente incurante dei diritti umani che nel proprio paese sono rispettati a piacimento a seconda delle sue personali volontà (la formazione principale di Gheddafi è di tipo panaraba ma ha applicato anche alcuni concetti di comunismo). In patria è benvoluto, perchè comunque ha agito tentando di dare ai suoi sudditi benessere, anche economico. Ma riguardo cosa pensa di noi italiani aggiungeteci che da piccolo due cugini sono saltati in aria su una mina anti-uomo e vedrete che bel personaggio amichevole abbia scelto il nosto caro Silvio.

Come abbiamo risolto il problema immigrazione?

Ogni volta che Gheddafi trova dei profughi che dal sud tentano di arrivare in Italia o in Europa lui li intercetta e li spedisce nel mezzo del deserto direzione Niger a farsi intere giornate al sole finché questi disperati muoiono (80 Km a piedi nel deserto non sono certo un modo sicuro per attraversarlo). I corpi vengono inghiottiti dalle sabbie del deserto e nessuno si è sporcato le mani direttamente. Altri vengono portati in accampamenti-prigioni in mezzo al deserto. Possibilità di sopravvivenza a medio-lungo termine minime.

Felici di questa allegra e positiva soluzione, l’Italia ha quindi incominciato a rispedire gli immigrati africani in Libia indipendentemente dalla loro nazionalista per evitare che anche solo qualcuno di questi si salvi (sia mai che decida di riprovarci!).

Quant’è generoso Gheddafi ! Ora possiamo dormire sonni tranquilli.

La Lega è quindi stata fantastica: invece di organizzare lager di tipo nazisti ha delocalizzato in Libia. La globalizzazione applicata allo sterminio. Un’idea geniale che sicuramente verrà ripresa in futuro.

Gheddafi fa tutto questo per noi gratis, per aiutarci amorevolmente di fronte alla piagha malvagia di africani che muoiono di fame?

Ovviamente no. Paghiamo. Il rimborso economico per i danni di guerra è un pagamento mascherato da buona azione. La quasi esclusività di fornitura petrolifera acquistata a prezzi maggiorati è un altro sistema indiretto per non gravare sui conti pubblici ma far si che tutti si paghi per questo.

Praticamente, per evitare che un extracomunitario ci derubi, ci deruba direttamente il governo così siamo tutti uguali di fronte all’ingiustizia.

Ci sono italiani colpevoli per questo schifo?

La risposta è si. Circa il 51% degli italiani votanti è mandante più o meno involontario. Circa il 30% della totalità degli italiani che non è andato a votare si è voltato dall’altra parte per non vedere.

Chi ancora sostiene questo governo è invece complice.

Si, è vero, ci sono interessi economici in ballo, ma ne vale veramente la pena?

Fucilereste il vostro vicino di casa per qualche migliaio di euro?

La mia risposta è no. Senza se e senza ma.

Filippo Vincenzi

Ho paura di chi ha paura del diverso

Lo ammetto, ho paura! Ma non del diverso, ma di chi ha paura del diverso. Di chi, per difendersi da questa
paura, si rifugia nell’indifferenza, nell’egoismo o peggio ancora nel razzismo.
Ma da dove nasce questa paura?
Beh! Per chi come me è abituato ad informarsi tramite internet, la risposta potrebbe essere scontata. I mass
media sicuramente, contribuiscono alle nostre paure. La mia mente scorre a più di un anno fa, quando in
Sicilia bastarono 2 casi di aggressione da parte di un branco di cani randagi ai danni di qualche turista per
creare allarme sociale, ricordo bene un sondaggio su Sky , che alla domanda “ c’è un’emergenza cani randagi
in Italia? “ Più del 80% rispose di si.
Questo, avviene anche con gli extracomunitari, che ogni giorno vengono messi alla gogna mediatica, e gli si da la colpa di tutto, colpa per la criminalità, per la sporcizia o perché rubano il lavoro agli Italiani, contribuendo a far accrescere l’odio nei confronti di questi disperati.
Basterebbe usare un minimo il cervello e ragionare con la propria testa per capire che non è così.
Rubano il lavoro? Non si dice che spesso sono loro ad occupare le mansioni che gli Italiani, con la testa al grande fratello e i vestiti firmati non vogliono fare più.
Portano criminalità? Spesso si dimentica che ci sono luoghi in Italia, dove la maggior parte dei reati è commessa dagli Italiani tramite le mafie, e si fa poco o nulla per risolvere il problema.
Portano sporcizia e degrado? Penso a tutte quelle volte che ho visto Italiani buttare mozziconi di sigarette a
terra, gettare carte o dopo aver bevuto la birra lasciare la bottiglia vuota a terra o peggio ancora spaccarla
incuranti delle conseguenze.
A cosa serve tutto ciò? Serve a nascondere i nostri difetti da Italiani, dare la colpa a loro per non assumerci le nostre responsabilità. Siamo noi i fautori del nostro degrado e della nostra inciviltà.
Abbiamo una grandissima paura ad ammetterlo, e chi cavalca questa nostra paura e sicuramente la Lega, un
partito che si nutre della nostra angoscia e si erge a paladino della nostra sicurezza. Le loro battaglie sono in
difesa dei valori cristiani dimenticando che l’accoglienza del più debole è un valore cristiano. Ti raccontano che sono in difesa dei lavoratori Italiani e non ti dicono che grazie alla Bossi-Fini e al reato di immigrazione clandestina gli extracomunitari spesso sono costretti a lavorare in nero favorendo gli imprenditori disonesti e sfavorendo i lavoratori Italiani. Ti dicono che sono contro i delinquenti e poi sono pronti a votarti il decreto contro l’intercettazione.
Poi si arriva alla schifezza del comune di Adro dove un sindaco Leghista ha lasciato dei bimbi fuori dalla mensa della scuola perché i genitori non avevano pagato la retta. Senza chiedersi il perché quei genitori non avessero pagato, andando subito alla conclusione che volessero fare i furbi. Senza sapere che spesso dietro a queste famiglie ci sono tantissime difficoltà. La cosa che mi ha fatto più paura é stata vedere la cultura Leghista, come l’esempio di quella signora intervistata ad Annozero, la quale criticava quell’imprenditore che, avendo fatto un atto di generosità pagando gli arretrati, veniva accusato di aver fatto un atto di scorrettezza verso quelle famiglie che erano in regola con i pagamenti, come se io domani accusassi le vecchiette che in chiesa fanno l’offerta per i poveri di fare un atto di scorrettezza verso le persone che stanno bene.
Dove è finita la generosità di queste persone, che poi si arrabbiano pure quando vengono definite razziste?
Questo mi fa paura, la cultura del tu sei diverso da me e quindi ti perseguito, dove l’indifferenza e la
gelosia vive nell’animo delle persone. Ho paura di vivere in un’Italia dove la generosità, l’aiutarsi sempre, come
mi raccontava mio nonno sia solo il ricordo sbiadito in una foto in bianco e nero.

Onestà convenzionale e barbarie intellettuale

In risposta alle scriteriate accuse di Berlusconi che aveva affermato che l’aumento di immigrazione (si badi bene, non di clandestini) favorisce la criminalità, è intervenuta anche la Cei per bocca di Monsignor Crociata (speriamo non sia un caso di “nomen omen”), il quale ha affermato: “Le nostre statistiche dimostrano che le percentuali di criminalità di italiani e stranieri sono analoghe, se non identiche”.
Incredibile come l’istituto di ricerca della Chiesa Cattolica funzioni meglio di quello di Berlusconi. Sarà colpa del “Nando Paglioncelli” di turno, o piuttosto anche in quest’ultima sparata del premier possiamo leggere sottotraccia un occhiolino strizzato a qualche alleato?

E se quell’alleato fosse la Lega, attualmente evidentemente scossa dall’ipotesi di un ritorno di fiamma del Premier per Casini (e sto parlando per metafore. C’entrando Berlusconi occorre chiarirlo)?
Ricordo ancora una puntata di Annozero post-elezioni politiche 2008, che faceva vedere come nei circoli dei leghisti si brindasse oltre che per il loro straordinario risultato, anche per la sconfitta dei rossocrociati, per la prima volta schieratisi da soli e puniti dagli elettori per questa loro scelta.

Se da una parte la sensibilità (?) leghista vuole che nei confronti dello straniero ci sia una vera e propria repulsione, a parte nel caso in cui questo sia ricco e in grado di inserirsi in breve tempo, dall’altra l’ala finiana del PDL sta da qualche tempo smarcandosi da queste posizioni da pastori della Val Brembana (con tutto il rispetto che si deve a loro e al loro gregge) e sta maturando una sensibilità più democratica, cercando di raggiungere le mete della più qualificata destra europea. Conservatrice sì, ma tollerante, liberale e laica.
Qualcosa di attualmente inimmaginabile per il nostro paese.

Certo che se poi si va a vedere bene come le cose siano maturate, ci si accorge che sono forse i leghisti ad aver dimostrato maggior coerenza su questo tema.
Retrivi al tempo della stesura della Bossi-Fini, retrivi, oggi. Senza una grinza, duri e puri da bravi soldati della Valtellina (a ridaje; scusate, ma abusare della toponomastica leghista è più forte di me).
Quel volpone di Fini, invece non sembra proprio brillare per coerenza.
Tralasciando il passato missino prima e la preghiera al muro del Pianto poi, le dichiarazioni al vetriolo a Berlusconi in occasione della nascita del PDL e successivamente la ricongiunzione col Cavaliere, se ora è capace di scrivere un libro come “Il futuro della libertà” (edito da Rizzoli, ma non compratelo) in cui intraprende le analisi delle sorti future dell’Italia e del mondo da statista illuminato e liberale, resta comunque il co-autore della Bossi-Fini.

Quella sgangherata legge grazie a cui solo Ronaldinho, George Clooney e Belen Rodriguez sono potuti in questi anni entrare legalmente a lavorare e vivere in Italia, mentre orde di sans-papier hanno affollato barconi prima, centri d’accoglienza e di identificazione poi, per approdare infine in mezzo ad una strada del nostro paese (quando gli andava bene).
Dunque, dicevo, Fini l’ideatore della Bossi-Fini che mi parla del valore dell’accoglienza e dell’integrazione e che dice, infine, ai bimbi stranieri delle scuole di dare dello “stronzo” a chi li tratta male ha capito, da brava volpe, che è perseguendo la strada della legalità e della democrazia (basta rigurgiti nostalgici!) che la destra italiana deve ripensarsi.
E lui in primis, visto che il dopo-Berlusconi lo attende (speriamo ovviamente alla guida dell’opposizione e non del paese).

Morale della favola?
Avete visto qua dentro, in questo racconto, uno, e dico un gesto solo che fosse dettato da ideali e valori e non invece da mera convenienza?
Sì, due ce ne sono: sono quelli della Lega e della Cei.
Peccato che, per quanto mi riguarda, siano entrambe due congreghe di integralisti e che non mi riconosca nei loro valori.

Sebastiano Molinelli

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