Giornata internazionale contro la corruzione

Comunicato

In occasione della Giornata internazionale contro la corruzione del 9 dicembre, i Giovani dell’Italia dei Valori di Forlì-Cesena saranno presenti con dei banchetti informativi al Conad Ravaldino e alla Coop Curiel di Forlì per sensibilizzare i cittadini contro questo cancro che affligge il Paese.

QUALCOSA DI NUOVO, ANZI DI ANTICO

“C’è qualcosa di nuovo oggi nel Sole, anzi d’antico….”

Comincia così una delle più belle e toccanti poesie di Giovanni Pascoli, “l’aquilone”, nella quale il poeta torna con la memoria alla sua infanzia, ai tempi del collegio ad Urbino, e fra i bei momenti trascorsi in un principio di primavera, sopraggiunge la prematura morte di un suo amichetto.

Il Sole torna a scaldare l’aria e la terra dopo i rigori dell’inverno “qualcosa di nuovo”, ma fa la stessa cosa da sempre, ogni anno “anzi, d’antico”.

Così è il nostro paese, la sua politica, la sua gente.

Storie che si ripetono ciclicamente, come le stagioni.

1922, Mussolini marcia su Roma, anche se ad onor del vero a marciare furono poche migliaia di camice nere, mentre il futuro duce viaggiava comodamente verso la capitale in vagone letto, con il mandato di Presidente del Consiglio praticamente già in tasca.

Prometteva grandi cose questo giovane Mussolini, dal riscatto della dignità nazionale macchiata dai trattati di Parigi dopo la prima guerra mondiale, ad un nuovo e più sicuro avvenire per la classe imprenditoriale e medio borghese.

Lavoro per tutti, bastone e carota, propaganda e censura, manganello, olio di ricino e serate danzanti.

La sorte del paese dopo ventuno anni di dittatura più due anni di “tempi supplementari” denominati “Repubblica Sociale Italiana”, li conosciamo tutti, purtroppo.

Quello che venne dopo ebbe del miracoloso, qualcosa di nuovo, anzi, di antico.

Piano Marshall, ricostruzione industriale e materiale del paese, miracolo italiano, boom economico e tutti in lambretta a passare gite fuori porta con i migliori vinili da ascoltare nel mangiadischi portatile.

Anni relativamente sereni, leggeri, poi qualcosa deve aver girato per il verso sbagliato, tanto che nei primi anni ’90 le inchieste della magistratura decimarono una intera classe politica per qualcosa di molto, molto sporco.

Al ladro, via tutti ed improvvisamente una voce cara arrivò dalle televisioni, un volto conosciuto, rassicurante: “l’Italia è il paese che amo, qua ho le mie radici, i miei affetti…”

Grandi promesse, un nuovo miracolo italiano, il riscatto dopo la vergogna della precedente classe politica, un milione di posti di lavoro, tette e culi in TV 24h su 24.

Polo del buon governo, Polo delle Libertà, Popolo della libertà….

Qualcosa di nuovo, anzi di antico.

Così arrivarono leggi ad personam, ad aziendam, ad amici, lodi e contro lodi, processi su processi, prescrizioni e condanne, censure e mistificazione della realtà attraverso il controllo di tutte le maggiori TV nazionali.

Disastro sociale, distruzione della scuola pubblica, della dignità dei lavoratori, annientamento della Giustizia e mortificazione della Sanità.

Rifiuti nelle strade, corruzione a dismisura, sfascio morale e materiale del paese, ma solo sesso e cronaca nera in TV.

Bastone e carota, manganello e denaro, puttane e sputtanamenti.

“C’è qualcosa di nuovo oggi nel Sole, anzi, d’antico, purtroppo io non vivo altrove e non sento nascere le viole…”

Paolo Vettori

TUTTO A POSTO, SIAMO ITALIANI

Pare incredibile, ma in questi giorni di inchieste giudiziarie su politici e potenti di turno, parlando con elettori dichiarati di Berlusconi, ho sentito giustificazioni di ogni tipo.

Tralascio quelle più banali e spericolate, per arrivare al top, al sunto dell’elettore medio italiano: “Scaiola ha fatto bene a farsi pagare la casa vicina al Colosseo, lui può farlo e ci ha preso tutti per il culo dicendolo anche in faccia!”; concetto per il resto analogo a quello che venne fuori dai bar di tutta Italia quando scoppiò il caso escort:” Berlusconi è un grande, a chi non piacerebbe farsi tutte quelle donne, per di più pagate da un altro?”.

Curioso il fatto che le “escort” del Premier, come la casa di Scaiola, fossero sempre pagate da qualcun altro ad insaputa dei rispettivi beneficiari, credendo il primo di conquistare le donne col suo charme, ed il secondo di aver fatto ottimi affari nel settore immobiliare.

Curioso anche che nessuno si soffermi mai, fra i tanto presi elettori medi di destra, a ragionare sul perché qualcuno paghi ed offra benefici di vario tipo e natura ai nostri potenti.

La corruzione non è più un peccato, ammesso che lo sia stato, tutto viene perdonato a questi governanti e dirigenti goderecci, simbolo di riscatto di un intero popolo sommerso da debiti e monnezza fino al collo, dove arrivare a fine mese è ormai un lusso.

Qualcuno dice che in fondo gli italiani, siano migliori di chi li governa: non è vero.

Da Berlusconi a Scaiola, da Bertolaso a qualche alto prelato, ogni italiano sogna di avere il proprio Anemone, qualcuno che lo serva e lo riverisca, lo coccoli e lo faccia sentire ancora più potente.

Il Governo inteso come miglioramento della Nazione, l’azione politica come elevazione della società, l’altruismo come valore primario, sono concetti del tutto estranei alla maggioranza del popolo italiano e ne stiamo vedendo gli squallidi effetti.

Il Governo Berlusconi è dunque lo specchio dorato in cui si riflette l’immagine sporca di un paese che vive di espedienti e si ritrova sempre più in fondo nella comunità internazionale.

Gli italiani, però, si dice abbiano anche un grande cuore: è vero, ed è ora di tirarlo fuori, magari usando di più la testa.

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