Ho paura di chi ha paura del diverso

Lo ammetto, ho paura! Ma non del diverso, ma di chi ha paura del diverso. Di chi, per difendersi da questa
paura, si rifugia nell’indifferenza, nell’egoismo o peggio ancora nel razzismo.
Ma da dove nasce questa paura?
Beh! Per chi come me è abituato ad informarsi tramite internet, la risposta potrebbe essere scontata. I mass
media sicuramente, contribuiscono alle nostre paure. La mia mente scorre a più di un anno fa, quando in
Sicilia bastarono 2 casi di aggressione da parte di un branco di cani randagi ai danni di qualche turista per
creare allarme sociale, ricordo bene un sondaggio su Sky , che alla domanda “ c’è un’emergenza cani randagi
in Italia? “ Più del 80% rispose di si.
Questo, avviene anche con gli extracomunitari, che ogni giorno vengono messi alla gogna mediatica, e gli si da la colpa di tutto, colpa per la criminalità, per la sporcizia o perché rubano il lavoro agli Italiani, contribuendo a far accrescere l’odio nei confronti di questi disperati.
Basterebbe usare un minimo il cervello e ragionare con la propria testa per capire che non è così.
Rubano il lavoro? Non si dice che spesso sono loro ad occupare le mansioni che gli Italiani, con la testa al grande fratello e i vestiti firmati non vogliono fare più.
Portano criminalità? Spesso si dimentica che ci sono luoghi in Italia, dove la maggior parte dei reati è commessa dagli Italiani tramite le mafie, e si fa poco o nulla per risolvere il problema.
Portano sporcizia e degrado? Penso a tutte quelle volte che ho visto Italiani buttare mozziconi di sigarette a
terra, gettare carte o dopo aver bevuto la birra lasciare la bottiglia vuota a terra o peggio ancora spaccarla
incuranti delle conseguenze.
A cosa serve tutto ciò? Serve a nascondere i nostri difetti da Italiani, dare la colpa a loro per non assumerci le nostre responsabilità. Siamo noi i fautori del nostro degrado e della nostra inciviltà.
Abbiamo una grandissima paura ad ammetterlo, e chi cavalca questa nostra paura e sicuramente la Lega, un
partito che si nutre della nostra angoscia e si erge a paladino della nostra sicurezza. Le loro battaglie sono in
difesa dei valori cristiani dimenticando che l’accoglienza del più debole è un valore cristiano. Ti raccontano che sono in difesa dei lavoratori Italiani e non ti dicono che grazie alla Bossi-Fini e al reato di immigrazione clandestina gli extracomunitari spesso sono costretti a lavorare in nero favorendo gli imprenditori disonesti e sfavorendo i lavoratori Italiani. Ti dicono che sono contro i delinquenti e poi sono pronti a votarti il decreto contro l’intercettazione.
Poi si arriva alla schifezza del comune di Adro dove un sindaco Leghista ha lasciato dei bimbi fuori dalla mensa della scuola perché i genitori non avevano pagato la retta. Senza chiedersi il perché quei genitori non avessero pagato, andando subito alla conclusione che volessero fare i furbi. Senza sapere che spesso dietro a queste famiglie ci sono tantissime difficoltà. La cosa che mi ha fatto più paura é stata vedere la cultura Leghista, come l’esempio di quella signora intervistata ad Annozero, la quale criticava quell’imprenditore che, avendo fatto un atto di generosità pagando gli arretrati, veniva accusato di aver fatto un atto di scorrettezza verso quelle famiglie che erano in regola con i pagamenti, come se io domani accusassi le vecchiette che in chiesa fanno l’offerta per i poveri di fare un atto di scorrettezza verso le persone che stanno bene.
Dove è finita la generosità di queste persone, che poi si arrabbiano pure quando vengono definite razziste?
Questo mi fa paura, la cultura del tu sei diverso da me e quindi ti perseguito, dove l’indifferenza e la
gelosia vive nell’animo delle persone. Ho paura di vivere in un’Italia dove la generosità, l’aiutarsi sempre, come
mi raccontava mio nonno sia solo il ricordo sbiadito in una foto in bianco e nero.

SCIOPERO STRANIERI 1 MARZO 2010

Se come IDV e soprattutto come Dipartimento Giovanile abbiamo deciso di appoggiare lo sciopero degli immigrati fissato per il prossimo primo marzo è perchè crediamo fermamente nell’importanza dell’integrazione e del multiculturalismo come valori costituenti e imprescindibili di una società moderna ed avanzata.

Il progresso viaggia anche su binari culturali e si traduce in primis nell’accettazione, nella conoscenza e in secondo luogo nell’integrazione in senso stretto dei cosiddetti “stranieri”.

Ma chi è lo straniero? Latu sensu lo straniero è colui che è estraneo: non è difficile immaginare dunque quanto tale concetto sia estendibile trasversalmente, non solo agli immigrati, ma anche a tanti italiani che si sentono estranei nel loro stesso Paese.

Facendo leva sull’irrazionalità e sulla paura dei cittadini, oltre che sulla “dis-informazione” perpetrata dai media, questo governo in particolare si è distinto per fomentare la diffidenza e il conseguente odio verso gli extracomunitari, che spesso non sono altro che persone in difficoltà con la sola colpa di voler vivere una vita dignitosa e di essere nati e cresciuti in Paesi dove tutto ciò era, è e forse resterà un sogno irrealizzabile. La storia dovrebbe ricordarci che poco più di mezzo secolo fa i nostri nonni si trovarono nelle stesse disperate condizioni dato che l’Italia era reduce di una disastrosa guerra e non offriva nessuna prospettiva di futuro. Basta pensare che a tutt’oggi la fuga dal nostro Paese di cervelli e di talenti, ma anche di gente comune semplicemente in cerca di opportunità di vita migliori, verso il resto del mondo rimane un flusso inarrestabile.

Spesso da parte dell’élite politica “illuminata” si sente dire che l’America non è l’Italia e che non ci sono le condizioni per accogliere tutti: per quanto questa affermazione possa contenere un barlume di verità, si dimentica probabilmente che ormai è difficile considerare ciascun Paese europeo come a sè stante, dato il più onnicomprensivo panorama dell’Unione che, non a caso, ha deciso di fare dell’ “Unità nella diversità” il suo cavallo di battaglia. Ed è proprio a metà strada tra la repressione e il buonismo dell’accoglienza senza se e senza ma che si colloca il problema dell’immigrazione. Se si pensasse all’integrazione come a una condizione giuridica a tutti gli effetti con diritti e doveri ,con tutta probabilità quella pericolosa e irrazionale intolleranza che troppe volte si rivela l’unica forma di relazionarsi con, o meglio contro, gli stanieri potrebbe essere delegittimata.

ELITA VIOLA

Riflessione personale sullo sciopero immigrati

“Non c’è nulla che faccia crescere di più una persona che confrontarsi con le
idee che non gli appartengono. E’ qualcosa che dovremmo imparare a fare tutti,
perché la realtà, si scopre, è davvero diversa da quello che ci creiamo noi
nella nostra mente. Ascoltiamoci a vicenda, ne impareremmo davvero molto.
Sentire il sindaco Tosi di Verona, leghista storico, parlare con moderazione e
con enorme senno alla trasmissione di Augias. Condannare gli estremismi del
proprio partito. Sottolineare come la legge ed il rispetto della legge sia la
cosa più desiderata dagli immigrati. Ed una frase che mi trova perfettamente d’
accordo: “In uno sciopero degli immigrati parteciperebbero in pochissimi,
perché l’immigrato vuole integrarsi, non arrivare al muro contro muro
dichiarando ancora una volta quanto sia diverso”. Non ricordo le parole esatte,
ma il senso era sicuramente questo.
Mi viene in mente la signora a cui ogni tanto offrivo un passaggio, quando
andavo a Forlì. Senegalese per nascita. In Italia da anni. In ogni gesto e
parola nascondeva la voglia di essere accettata, tanto che si muoveva con una
timidezza bellissima e dolce.
E’ questo che dobbiamo preservare e garantire. Tutti, al di là delle barriere
politiche o dalle differenze di visioni che, sicuramente, ci dividono.
Dobbiamo preservare l’umanità, l’uomo nella sua forma più autentica e vera.
Permettergli di esprimersi senza doversi strangolare nelle preoccupazioni, nel
lavoro che non c’è, nella burocrazia ad oltranza, nel terrore costante di una
rapina.
Stessi doveri e stessi diritti. Per tutti.”

Filippo Vincenzi

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