Una finanziaria che umilia
20/06/2010 2 commenti
… perché una nuova politica è possibile
20/06/2010 2 commenti
10/06/2010 Lascia un commento
L’ultima volta, parlando della manovra correttiva di bilancio in fase di approvazione da partedel Governo, ho criticato i tagli in settori fondamentali dello Stato come l’amministrazione dellaGiustizia, della sanità e della istruzione.In particolare, tagliare risorse alla Giustizia, creerebbe ulteriori danni economici al paese, dalmomento che cause civili estremamente lunghe non assicurerebbero alle imprese ed ai privati idiritti loro riconosciuti dalla legge.Mettiamo il caso, assai frequente in questo periodo di crisi, di una piccola impresa che debbariscuotere un certo credito già accertato in via sommaria dal Giudice: una probabile opposizione insede giudiziaria da parte del debitore darebbe il via ad un procedimento civile con tre possibili gradidi giudizio e diversi rinvii, diciamo per una durata complessiva intorno ai 10-12 anni, seguiti da unafase esecutiva incerta, dal momento che il debitore, nel frattempo, potrebbe essere sparito o averdilapidato/esaurito/occultato il proprio patrimonio.Nella pratica accade ormai costantemente che, nel tempo che occorrere alla Giustizia perassicurare il soddisfacimento della ditta creditrice, questa possa chiudere a sua volta i battenti persopravvenute difficoltà economiche, con costi insostenibili anche dal punto di vista umano: si pensiad esempio ai dipendenti che andrebbero a perdere il loro posto di lavoro.Una proposta di IDV prevede il taglio delle Provincie, e la redistribuzione delle risorse che siandranno a liberare, proprio nell’amministrazione della Giustizia ed in altri settori dello Stato.Una iniziativa lodevole, che non creerebbe in pratica problemi di disoccupazione per l’attualepersonale tecnico amministrativo delle Provincie, che andrebbe reimpiegato come personale dicancelleria nei Tribunali, dove, come dicevo nel mio precedente articolo, il bisogno di lavoro eriorganizzazione è enorme.Il denaro che si andrà poi concretamente risparmiando eliminando le Provincie, potrà essere asua volta reinvestito, fra le altre cose, nell’aumento dell’organico dei Magistrati, creando così uncircolo virtuoso di rinascita dei servizi che lo Stato offre ai cittadini.Certo, scrivere sulla carta queste cose appare semplice ed intuitivo, di certo nella praticaoccorrerà studiare bene la cosa e programmarla per gradi, ma il principio che sta alla base dell’ideaappena esposta ritengo sia inattaccabile.Purtroppo molti Partiti, non solo di Governo, hanno interesse a mantenere le Provincie cosìcome oggi le conosciamo, non tanto per l’ormai sbandierato ed abusato campanilismo di stampoleghista, quanto perché offrono poltrone facili per i politici locali, sono fonte di denaro e potere peri Partiti e fanno dunque gola a chi spesso e volentieri sembra perdere di vista l’obbiettivo primodell’azione politica: l’interesse dei cittadini.
Paolo Vettori
03/06/2010 Lascia un commento
Sulla bocca di tutti, la manovra correttiva di bilancio che sta per essere varata dal Governo in questi giorni, pare preveda tagli selvaggi per tutto e tutti, specialmente, giurano Tremonti & C., ai cosiddetti sprechi.
Fra le altre cose, leggo che verranno tagliate, di nuovo, le spese per l’amministrazione della Giustizia, le spese sanitarie e quelle scolastiche, formative e culturali.
Non male, penso, proprio l’esatto contrario di quello che andrebbe fatto per dare una spinta decisiva al paese affinché esca dalla crisi.
Investire per rilanciare l’economia? Certo, lo fanno i paesi più avveduti e a buona ragione.
Partiamo dalla situazione della Giustizia nel nostro paese.
Cause civili che durano anni solo per il primo grado, cause penali più lunghe della pena che eventualmente verrà erogata all’imputato, carenze strutturali delle aule giudiziarie, mancanza di personale, di servizi, di materiale di cancelleria, fascicoli che vengono puntualmente smarriti.Una Giustizia fatiscente che mette paura solo a nominarla tanto che ormai, in sede civile, la sola minaccia di “portare qualcuno davanti al Giudice”, sortisce effetti migliori di quelli che si otterrebbero avviando davvero un procedimento giudiziario.
In un’epoca in cui tutto scorre sui fili del telefono, in cui le imprese nascono e si evolvono secondo le regole della new economy, la nostra giustizia è fortemente penalizzante, rallenta l’economia, scoraggia gli investimenti in Italia.
Una ditta che sa di aver ragione, non può permettersi di aspettare fino a 10 anni per avere quanto le spetta di diritto.
Investire denaro pubblico nell’amministrazione della Giustizia, aumentare l’organico dei Magistrati ed assumere personale nelle Cancellerie dei Tribunali, può senza dubbio contribuire ad un aumento nello smaltimento delle cause pendenti ed alla velocizzazione delle nuove cause. Un investimento forse difficile, che può risultare perfino blasfemo di questi tempi, ma una Giustizia più sana è una Giustizia più veloce, più equa ed un bene per tutto il paese e per la sua economia.
Discorso analogo per gli investimenti nella sanità e nella pubblica istruzione.
L’utilità di una scuola che sappia davvero valorizzare le potenzialità dei propri alunni, è sotto gli occhi di tutti senza bisogno di commenti. Una scuola che educa e cresce persone competenti nei propri settori fornisce un contributo altissimo allo sviluppo economico ed alla crescita.
Tutto questo non entra in ogni caso nella testa di chi ci Governa, dal momento che le priorità del Presidente del Consiglio sembrano essere lo smantellamento della Giustizia e la creazione di una sanità e di una scuola private, lasciando quelle pubbliche altrettanto private, si, ma di tutto.
Paolo Vettori