Quando la manifestazione diventa rabbia

Qualche giorno fa ad AnnoZero, Santoro ha domandato ad alcuni universitari presenti in studio, se si erano posti il problema degli effetti che avrebbero causato sull’opinione pubblica gli scontri del 14 dicembre a Roma.

Io, quella domanda, me la sono posta come semplice spettatore, non essendo studente da molto tempo. Ammetto di avere pareri contrastanti e di non riuscire a darmi una risposta.

Guardare il filmato degli scontri e vedere tutta quella violenza, ha causato dentro di me tanta amarezza. Per me, che sono pacifista nato, vedere l’assalto a quei finanzieri (potevano essere anche poliziotti o carabinieri), spesso uomini che entrano nell’arma semplicemente per avere uno stipendio sicuro, ma che in realtà si ritrovano a fronteggiare la guerriglia per 1200/ 1300 euro al mese, mi ha fatto chiedere quanto sia lecito manifestare in quel modo, quando a farne le spese sono dei ragazzi che hanno la sfortuna di essere di servizio quel giorno.

Allo stesso tempo, non riesco a dare la colpa ai ragazzi. Vedo quei giovani della mia generazione, come me con poche speranze per il futuro, precari a vita; per noi la pensione sarà una favola che racconteremo ai nostri figli, siamo costretti a vivere con i genitori e in più ci chiamano bamboccioni.

Anche se non vi ho mai partecipato seguo le loro proteste da tempo, hanno sempre manifestato pacificamente, creando momenti di aggregazione ed informazione, chiedendo (chiedo!) semplicemente di essere ascoltati e di trovare una soluzione ai nostri problemi.

Invece questo Governo non solo non li ascoltata, ma ha la sfrontatezza di umiliarli, definendoli non dei veri studenti, ma ragazzi politicizzati. In più, l’altra sera ad AnnoZero, un Ministro che si vanta di essere fascista, non solo ha dimostrato di non voler ascoltare i ragazzi, si è permesso anche di sfotterli dandogli dei codardi, quasi a voler buttare benzina sul fuoco.

Io non me la sento di condannare o giustificare gli scontri, però sono convinto che lo scontro fra universitari, precari, disoccupati e le forze dell’ordine, ragazzi e padri di famiglia, che fanno semplicemente il loro lavoro, sia frutto di una politica che non da più risposte da troppo tempo, una politica che non sa più ascoltare e che ha perso di vista la realtà e che preferisce dividere anziché unire.

Quando il governo viola i diritti del popolo, l’insurrezione è per il popolo e per ciascuna parte del popolo il più sacro dei diritti e il più indispensabile dei doveri.

Di Cecilia Alagna

Oggi più che mai abbiamo bisogno di riportare alla mente le parole che furono scritte più di 200 anni fa.

Parole adamantine che dovrebbero valere in ogni luogo, in ogni paese ed in ogni epoca presente e  futura.

Lo scopo della società è la felicità comune. Il governo è istituito per garantire all’uomo il godimento dei suoi diritti naturali e imprescrittibili.

Questi diritti sono l’uguaglianza, la libertà, la sicurezza, la proprietà.

Tutti gli uomini sono uguali per natura e davanti alla legge.

La legge deve proteggere la libertà pubblica e individuale contro l’oppressione di quelli che governano.

L ‘ istruzione è il bisogno di tutti. La società deve favorire con tutto il suo potere , i progressi della ragione pubblica , e mettere l ‘ istruzione alla portata di tutti i cittadini.

Le funzioni pubbliche sono essenzialmente temporanee; esse non possono essere considerate come distinzioni né come ricompense, ma come doveri.

I delitti dei mandatari del popolo e dei suoi agenti non devono essere mai impuniti. Nessuno ha il diritto di considerarsi più inviolabile degli altri cittadini.

La resistenza all’oppressione è la conseguenza dagli altri diritti dell’uomo.

Quando il governo viola i diritti del popolo, l’insurrezione è per il popolo e per ciascuna parte del popolo il più sacro dei diritti e il più indispensabile dei doveri.

Francia, 24 Giugno 1793



Elita Viola al Congresso Regionale

Ecco la mozione riguardante l’università presentata dalla Coordinatrice provinciale di Forlì- Cesena.

 

Vasto: perchè la politica va fatta con le idee e le mani pulite

Il consueto appuntamento nazionale dell’Italia dei Valori svoltosi a Vasto qualche giorno fa, alla sua quinta edizione, non è stata una semplice festa di partito. Si è trattato piuttosto di una straordinaria occasione per parlare di futuro, di progetti, di speranza per il nostro Paese e per tutti coloro che all’indolenza e alla rassegnazione reagiscono con la voglia e la forza di credere ed impegnarsi affinchè qualcosa possa cambiare. Vedere tutti quei giovani provenienti da ogni parte d’Italia uniti e accomunati dal sogno di una politica e di un Paese migliori è stato un momento emblematico della passione che ci guida nella nostra sfida politica, ma anche e soprattutto nella vita di tutti i giorni perchè i valori dell’onestà, della lealtà, del rispetto e del buon senso non hanno confini. Sono convinta che la rivoluzione culturale di cui ha bisogno quest’Italietta per risollevarsi deve necessariamente ripartire dalle origini e questo significa riportare l’etica nella politica, significa tornare a “poter ammirare la bellezza del fresco profumo di libertà che fa rifiutare il puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità”.

Elita Viola

Congresso Provinciale Giovani IdV Forlì-Cesena

La Giovanile IdV Forlì-Cesena comunica che, il 13 settembre alle ore 20:30, nella sede Idv Cesena, in via Quattordici 17, si svolgerà il Congresso Provinciale giovani Forlì-Cesena.

Potranno partecipare alla votazione e alla scelta del futuro Coordinatore i giovani che alla data di celebrazione del congresso
non abbiano ancora compiuto 30 anni, se:
- nuovi iscritti 2010 (non iscritti nel 2009) in regola alla data del 29 marzo 2010,
- vecchi iscritti 2009 che hanno rinnovato la quota 2010 entro il 30 aprile 2010.

Sono comunque invitati a partecipare ed assistere a questo momento importante di democrazia della nostra giovanile tutti i simpatizzanti.

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