15/06/2010
di IdV Giovani FC

Di Filippo Vincenzi.
Citando Travaglio con il suo “chi parla non sa di che parla” scrivo oggi per alcune considerazioni “minori” e personali dopo tutto quello di cui si è parlato in questi giorni riguardo alla giustizia. Ho avuto nella mia vita qualche piccola dimostrazione di che cos’è la giustizia in Italia e la sensazione è molto simile a quella che, sicuramente, hanno anche gli elettori di centro-destra: la giustizia, oltre che cieca, è anche sorda. Sostanzialmente è casuale, come il lancio di un dado.
Deve intercettarti esattamente nel momento in cui parli con qualcuno di un comportamento criminoso, deve passare per caso proprio nel momento esatto in cui commetti un reato, devono esserci un paio di testimoni nel posto giusto al momento giusto.
E’ basata sostanzialmente sull’imperizia del criminale.
Però può sempre e comunque migliorare, far diminuire le probabilità che i criminali la facciano franca ed è su quella probabilità che si dovrebbe lavorare, per aumentarla.
Come fare?
Partendo dal presupposto che non vogliamo certo essere l’avanguardia della giustizia nel mondo (quando mai in Italia si è all’avanguardia?), possiamo almeno utilizzare quello che funziona meglio?
1- Per il consiglio d’Europa le intercettazioni sono un fantastico strumento d’indagine. Gli Stati Uniti più di una volta hanno fatto i complimenti su questo strumento fortissimo contro le mafie.
2- In Italia si iniziano circa 3 milioni di processi all’anno. 10 volte quelli della Gran Bretagna. Abbiamo però circa i 2/3 dei loro detenuti. Guardando quello stato scopriamo che c’è meno garantismo a oltranza è vero, però pene molto più certe e risarcimenti molto più rapidi. Per contro il carcere c’è solo dopo una condanna che va però eseguita già dopo il primo grado. Ci sono inoltre sanzioni severe contro le tattiche dilatorie.
3- In tutti i paesi civili esiste un termine massimo di punibilità. In Italia però siamo gli UNICI a far partire la prescrizione nel momento in cui ha avuto luogo il reato e non da quando viene scoperto. Inoltre, gli UNICI in cui continua a decorrere anche durante il processo, per tutti i gradi di giudizio. Inoltre, anziché allungare questo termine, la maggioranza ha dimezzato i tempi di prescrizione. E’ un caso secondo voi che chi ha un buon avvocato può compiere quasi ogni nefandezza con la certezza dell’impunità?
4- Basta con condoni, amnistie, pene sospese! In Italia ogni volta che, malgrado tutti gli ostacoli sopra citati, qualche amico di amico finisce in prigione ecco che riappaiono le amnistie generali per liberarli immediatamente. Una vergogna.
5- Troppi cavilli. Anche di fronte a prove schiaccianti e flagranza di reato basta un vizio di forma o una notifica sbagliata per azzerare processi praticamente già conclusi.
6- Troppi ricorsi senza conseguenze. Da noi ci sono 100 volte i ricorsi all’ultimo grado di giudizio rispetto agli Stati Uniti. 100 volte con il quinto della loro popolazione. In proporzione ogni 500 nostri ricorsi, negli Stati Uniti ce n’è 1. Questo perché non c’è nessuna punizione legale per chi fa ricorso ingiustificatamente.
Di fronte a questa catastrofe giudiziaria italiana, dove però i nostri magistrati hanno un tasso di produttività più alto rispetto ai colleghi europei e dove c’è più polizia (in proporzione al numero di cittadini) che nel resto d’Europa è chiaro che il problema è di una struttura legislativa che non funziona e/o di una carenza di personale.
Eppure, qual è la risposta della politica?
IL CENTRO-DESTRA CAMBA LE INTERCETTAZIONI.
L’UNICO STRUMENTO CHE FUNZIONA!
E’ follia pura e delirante, tanto più che al momento, le intercettazioni sono GIA’ regolate, al contrario di quello che dice chi ci governa:
- Chi discredita pubblicamente può essere portato GIA’ in tribunale.
- Chi pubblica atti secretati è GIA’ perseguibile.
- Ci sono GIA’ limiti strettissimi per le intercettazioni (vengono intercettate solo 15-20mila persone l’anno e tutte solo se esiste un “grave indizio di reato” e se è “assolutamente indispensabile ai fini della prosecuzione delle indagini”. Inoltre il pm deve confermare ogni 15-20 giorni affinché si prosegua con l’intercettazione)
Ora, guardiamo il caso Berlusconi e suoi amici, l’unico vero motivo per cui si parla tanto di intercettazioni:
- partendo dal fatto che Berlusconi non è MAI stato intercettato, ma che CASUALMENTE si trova sempre a fare telefonate a persone indagate dalla magistratura, forse sarebbe meglio che si occupasse di cambiare amici.
- quando viene pubblicato il fatto che Berlusconi ha minacciato l’AGCOM , rispondere che non dovevano essere pubblicate certe conversazione è come se l’assassino dichiarasse che i colpevoli sono quelli che hanno scoperto la vittima.
…io…
Sono davvero deluso. Sto qui a scrivere caratteri, parole, pensieri e fatti. Il morale però al momento è a terra. Di fronte a questa situazione terrificante dovremmo essere tutti in piazza a gridare. Di fronte a tutti questi sfregi, a questa boria dilagante, dovremmo essere tutti incazzati come delle bestie. I miei amici, quando va bene, guadagnano 800 euro al mese. Quando va normale dai 400 ai 600. Quando va male niente. Se vai a rubare capita pure che ti mettono dentro perché non puoi permetterti un buon avvocato, mentre chi ha disponibilità può tranquillamente arrivare a qualsiasi tipo di prescrizione e, di conseguenza, impunità.
Padri e madri, figli della rivoluzione, ingrassati da quella poca ricchezza che ancora per poco possederete, è veramente questa l’Italia che volete per i vostri figli? E’ veramente questo l’unico futuro che riuscite a immaginare?
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