
Sono passati pochi giorni dalla fine della raccolta firme per i tre
referendum dell’Italia dei Valori e dopo qualche ora di assoluto relax inizio
a pensare a questi 3 mesi fatti di banchetti in giro per i Comuni della
provincia.
La mente scorre all’entusiasmo dei primissimi giorni, alla mia illusione (la
prima raccolta firme per me ) che sarebbe stato facile raccoglierle.
Penso a tutti quei banchetti fatti con la pioggia, o sotto il sole, come quello
fatto davanti alla fabbrica nel cambio di turno dall’una alle due, quel
giorno rischiammo l’insolazione, ma il bottino fu di 40 firme e tornammo a
casa con il mal di testa ma contenti. Penso al vento che ci accompagnava
sempre, che piegava i moduli delle firme e ci costringeva a stare come dei
polipi sui banchetti per non fare volare i volantini.
A tutti gli insulti come: sparite, datevi fuoco, datevi una coltellata, fatte da
chi si sente il partito dell’amore, o le frasi strane, come quella persona che
ci accusava di favorire Moratti e l’Inter semplicemente perchè eravamo
contro il nucleare. Tutta quella gente strana che veniva ai banchetti
semplicemente per metterci in difficoltà, come quel berlusconiano
convinto in uno degli ultimi banchetti di Cesena che, sfidando i 40° e la
nostra pazienza, cercava di convincerci che il male d’Italia eravamo noi e
Di Pietro, andandosene dopo sconfitto.
Penso anche a tutte quelle persone che ci facevano forza che ci incitavano
ad andare avanti, a resistere e non mollare, che ci dicevano che siamo
rimasti l’ultima opposizione in questo paese.
La sensazione che ho dopo questi mesi è che effettivamente siamo la
nuova resistenza. Fatta da ragazzi, spesso universitari, che per fare i
banchetti rinunciavano alle poche ore di svago e recuperavano le ore perse
di studio la notte, gente matura che rinunciava al calore familiare o di chi
si è speso permessi o giorni di ferie per poter contribuire alla raccolta
firme.
In questi 3 mesi, ho imparato tantissime cose, ma soprattutto ho conosciuto
persone, compagni di viaggio, che sono diventati amici e fatto esperienze
da portare dentro il bagaglio della vita e custodire gelosamente. Sono
felice e orgoglioso di aver fatto parte di questo gruppo e di aver contribuito
insieme a loro a questa nuova resistenza.
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