Montecitorio chiuso

Chiuso per ferie. No, non è il nostro sito che chiude come ad agosto. Ma è quello che si leggerà alla Camera di Montecitorio in questi giorni.

La conferenza dei capigruppo della Camera, accogliendo la richiesta del Pdl che, come spiega in una nota Cicchitto: “in pendenza della mozione di sfiducia abbiamo ritenuto opportuno che non vi fossero lavori parlamentari su questioni delicate” appoggiata da Lega e Fli, ha deciso di chiudere la Camera fino a giorno 14, quando si voterà la mozione di sfiducia a Berlusconi.

Quindi chiuso per ferie, anche se si potrebbe dire chiuso per paura morte anticipata. In effetti di questo si parla, come se si sia deciso che il 14 deve essere il giorno della fine di questo Governo e che questa non possa avvenire prima.

Quindi si è deciso di non decidere, di restarsene in attesa di quel giorno, in barba alla crisi o al debito pubblico che sale, o ai cittadini che sempre di più non riescono ad arrivare alla fine del mese. In tutto questo il sempre intelligente Pier Ferdinando Casinando Casini il quale annuncia che presenterà una propria mozione di sfiducia, non sapendo che basterebbe semplicemente votare quella esistente. In attesa che il buon Rutelli torni dal distributore ( Api ) e glielo spieghi, a noi rimane solo di vedere il parlamento chiuso, invece di lavorare alla soluzione della crisi, come avviene nelle altre Democrazie del mondo.

Un Governo da bar

Da una quindicina di anni in Italia, come dice Di Pietro, si preferisce parlare ( male ) del dottore che scopre la malattia e non di come curare la malattia.

Quindi si parla male di Travaglio e non delle notizie che da, la proposta di Grillo parlamento pulito diventa una proposta antiberlusconiana, la questione morale sollevata dall’Idv diventa giustizialismo.

Adesso ci si mette anche quel comunista di Montezemolo che dal sito di ItaliaFutura attacca la Lega dichiarando “Dubitiamo che gli elettori abbiano mandato in Parlamento Bossi per difendere Cosentino o Brancher“.

Critica secondo me giusta, visto che il motto della Lega è “ Roma ladrona” e loro a Roma il ladroni li difendono, ma come dicevo prima, la risposta del centro destra non è stata spiegare le incoerenze della Lega, ma semplicemente invitare Montezemolo a candidarsi, riducendo tutto ad una contrapposizione perenne destra-sinistra, come in una discussione tra tifosi al bar, uno Juve l’altro Inter, per uno il rigore c’era per l’altro no, discussioni infinite senza entrare mai nel merito della partita, riducendola ad una discussione inutile.

La politica deve riuscire ad uscirne da questa deriva tipicamente berlusconiana e tornare ad una sana discussione sulle problematiche del paese se vuole continuare ad essere definito un paese democratico.


A.A.A. SENSO CIVICO CERCASI

Fra le tante cose sulle quali riflettere in questi giorni, ce n’è in particolare una che frulla nella mia mente, che, quasi incredula, non ha memoria di casi simili se non andando a ritroso nei libri di storia.

La vicenda in questione è quella di un asilo del nord Italia al quale, l’amministrazione comunale leghista, ha imposto di mettere letteralmente a pane ed acqua i figli di coloro che erano in ritardo col pagamento delle rate della mensa.

La prima volta che ascoltai questa notizia stentai a crederci, pensavo fosse uno spot contro la Lega, una di quelle iperboli o caricature che a volte si usano per rendere ancora più sgradevole l’avversario politico di turno.

Ma questa volta era, purtroppo, tutto vero.

Pane ed acqua per chi non paga, anche se si tratta di bambini.

Questo l’ordine proveniente direttamente dal Sindaco e dall’assessore alla scuola, per altro due donne, del Carroccio.

Ordine prontamente eseguito dall’amministrazione della mensa, fra l’indignazione delle maestre presenti in quel momento.

Non voglio commentare tale gesto, perché si commenta da sé, ma la situazione grottesca che si è consumata in seguito.

Il clamore suscitato da questo episodio, infatti, ha smosso le corde del cuore e della borsa di un noto imprenditore locale che, generosamente, si è offerto di pagare le rate scadute per tutti i bambini a digiuno.

Un atto da libro cuore che avrebbe commosso chiunque, ma non l’amministrazione leghista, evidentemente ben attenta nel recepire le proteste dei genitori adempienti per poi cavalcare il disagio sociale.

Proprio così: i genitori che hanno regolarmente pagato la mensa per i loro figli, si sono sollevati di fronte al gesto di solidarietà dell’imprenditore, affermando, testualmente, che non era affatto giusto ed educativo nei confronti di chi ha sempre pagato.

Nel paese in oggetto, si è registrata la fine di ogni tipo di solidarietà umana, un dato di fatto oggettivo sul quale riflettere.

Non solo chi paga accetta senza problemi che i figli di chi non ce la fa rimangano col piatto quasi vuoto, ma perfino da in escandescenze se qualcun altro paga per i meno fortunati.

Una barbarie, né più né meno, perché tutto questo è frutto di un piano preciso e non di una mera distrazione dell’amministrazione comunale.

In un paese civile, infatti, si sarebbero avviate delle indagini per conoscere il vero stato delle famiglie inadempienti per allertare, nel caso, i servizi sociali e nello stesso tempo si sarebbero adottati i provvedimenti legali necessari per riscuotere i soldi di chi, pur potendo pagare, non lo avesse fatto.

In un paese civile, in ogni caso, non si sarebbe mai arrivati al pane e acqua per i bambini.

Ma soprattutto, in un paese civile, nessuno si sarebbe scandalizzato per un atto di generosità (pretendere che i genitori adempienti si comportassero come i loro figli, dividendo cioè  il cibo con chi non lo aveva, sarebbe stato troppo).

Se questo è l’estratto, il sunto dell’operato leghista e del suo elettorato, mi domando dove si potrà arrivare se verrà concesso al Carroccio ancora più potere: cosa non difficile di questi tempi.

Ho paura di chi ha paura del diverso

Lo ammetto, ho paura! Ma non del diverso, ma di chi ha paura del diverso. Di chi, per difendersi da questa
paura, si rifugia nell’indifferenza, nell’egoismo o peggio ancora nel razzismo.
Ma da dove nasce questa paura?
Beh! Per chi come me è abituato ad informarsi tramite internet, la risposta potrebbe essere scontata. I mass
media sicuramente, contribuiscono alle nostre paure. La mia mente scorre a più di un anno fa, quando in
Sicilia bastarono 2 casi di aggressione da parte di un branco di cani randagi ai danni di qualche turista per
creare allarme sociale, ricordo bene un sondaggio su Sky , che alla domanda “ c’è un’emergenza cani randagi
in Italia? “ Più del 80% rispose di si.
Questo, avviene anche con gli extracomunitari, che ogni giorno vengono messi alla gogna mediatica, e gli si da la colpa di tutto, colpa per la criminalità, per la sporcizia o perché rubano il lavoro agli Italiani, contribuendo a far accrescere l’odio nei confronti di questi disperati.
Basterebbe usare un minimo il cervello e ragionare con la propria testa per capire che non è così.
Rubano il lavoro? Non si dice che spesso sono loro ad occupare le mansioni che gli Italiani, con la testa al grande fratello e i vestiti firmati non vogliono fare più.
Portano criminalità? Spesso si dimentica che ci sono luoghi in Italia, dove la maggior parte dei reati è commessa dagli Italiani tramite le mafie, e si fa poco o nulla per risolvere il problema.
Portano sporcizia e degrado? Penso a tutte quelle volte che ho visto Italiani buttare mozziconi di sigarette a
terra, gettare carte o dopo aver bevuto la birra lasciare la bottiglia vuota a terra o peggio ancora spaccarla
incuranti delle conseguenze.
A cosa serve tutto ciò? Serve a nascondere i nostri difetti da Italiani, dare la colpa a loro per non assumerci le nostre responsabilità. Siamo noi i fautori del nostro degrado e della nostra inciviltà.
Abbiamo una grandissima paura ad ammetterlo, e chi cavalca questa nostra paura e sicuramente la Lega, un
partito che si nutre della nostra angoscia e si erge a paladino della nostra sicurezza. Le loro battaglie sono in
difesa dei valori cristiani dimenticando che l’accoglienza del più debole è un valore cristiano. Ti raccontano che sono in difesa dei lavoratori Italiani e non ti dicono che grazie alla Bossi-Fini e al reato di immigrazione clandestina gli extracomunitari spesso sono costretti a lavorare in nero favorendo gli imprenditori disonesti e sfavorendo i lavoratori Italiani. Ti dicono che sono contro i delinquenti e poi sono pronti a votarti il decreto contro l’intercettazione.
Poi si arriva alla schifezza del comune di Adro dove un sindaco Leghista ha lasciato dei bimbi fuori dalla mensa della scuola perché i genitori non avevano pagato la retta. Senza chiedersi il perché quei genitori non avessero pagato, andando subito alla conclusione che volessero fare i furbi. Senza sapere che spesso dietro a queste famiglie ci sono tantissime difficoltà. La cosa che mi ha fatto più paura é stata vedere la cultura Leghista, come l’esempio di quella signora intervistata ad Annozero, la quale criticava quell’imprenditore che, avendo fatto un atto di generosità pagando gli arretrati, veniva accusato di aver fatto un atto di scorrettezza verso quelle famiglie che erano in regola con i pagamenti, come se io domani accusassi le vecchiette che in chiesa fanno l’offerta per i poveri di fare un atto di scorrettezza verso le persone che stanno bene.
Dove è finita la generosità di queste persone, che poi si arrabbiano pure quando vengono definite razziste?
Questo mi fa paura, la cultura del tu sei diverso da me e quindi ti perseguito, dove l’indifferenza e la
gelosia vive nell’animo delle persone. Ho paura di vivere in un’Italia dove la generosità, l’aiutarsi sempre, come
mi raccontava mio nonno sia solo il ricordo sbiadito in una foto in bianco e nero.

Onestà convenzionale e barbarie intellettuale

In risposta alle scriteriate accuse di Berlusconi che aveva affermato che l’aumento di immigrazione (si badi bene, non di clandestini) favorisce la criminalità, è intervenuta anche la Cei per bocca di Monsignor Crociata (speriamo non sia un caso di “nomen omen”), il quale ha affermato: “Le nostre statistiche dimostrano che le percentuali di criminalità di italiani e stranieri sono analoghe, se non identiche”.
Incredibile come l’istituto di ricerca della Chiesa Cattolica funzioni meglio di quello di Berlusconi. Sarà colpa del “Nando Paglioncelli” di turno, o piuttosto anche in quest’ultima sparata del premier possiamo leggere sottotraccia un occhiolino strizzato a qualche alleato?

E se quell’alleato fosse la Lega, attualmente evidentemente scossa dall’ipotesi di un ritorno di fiamma del Premier per Casini (e sto parlando per metafore. C’entrando Berlusconi occorre chiarirlo)?
Ricordo ancora una puntata di Annozero post-elezioni politiche 2008, che faceva vedere come nei circoli dei leghisti si brindasse oltre che per il loro straordinario risultato, anche per la sconfitta dei rossocrociati, per la prima volta schieratisi da soli e puniti dagli elettori per questa loro scelta.

Se da una parte la sensibilità (?) leghista vuole che nei confronti dello straniero ci sia una vera e propria repulsione, a parte nel caso in cui questo sia ricco e in grado di inserirsi in breve tempo, dall’altra l’ala finiana del PDL sta da qualche tempo smarcandosi da queste posizioni da pastori della Val Brembana (con tutto il rispetto che si deve a loro e al loro gregge) e sta maturando una sensibilità più democratica, cercando di raggiungere le mete della più qualificata destra europea. Conservatrice sì, ma tollerante, liberale e laica.
Qualcosa di attualmente inimmaginabile per il nostro paese.

Certo che se poi si va a vedere bene come le cose siano maturate, ci si accorge che sono forse i leghisti ad aver dimostrato maggior coerenza su questo tema.
Retrivi al tempo della stesura della Bossi-Fini, retrivi, oggi. Senza una grinza, duri e puri da bravi soldati della Valtellina (a ridaje; scusate, ma abusare della toponomastica leghista è più forte di me).
Quel volpone di Fini, invece non sembra proprio brillare per coerenza.
Tralasciando il passato missino prima e la preghiera al muro del Pianto poi, le dichiarazioni al vetriolo a Berlusconi in occasione della nascita del PDL e successivamente la ricongiunzione col Cavaliere, se ora è capace di scrivere un libro come “Il futuro della libertà” (edito da Rizzoli, ma non compratelo) in cui intraprende le analisi delle sorti future dell’Italia e del mondo da statista illuminato e liberale, resta comunque il co-autore della Bossi-Fini.

Quella sgangherata legge grazie a cui solo Ronaldinho, George Clooney e Belen Rodriguez sono potuti in questi anni entrare legalmente a lavorare e vivere in Italia, mentre orde di sans-papier hanno affollato barconi prima, centri d’accoglienza e di identificazione poi, per approdare infine in mezzo ad una strada del nostro paese (quando gli andava bene).
Dunque, dicevo, Fini l’ideatore della Bossi-Fini che mi parla del valore dell’accoglienza e dell’integrazione e che dice, infine, ai bimbi stranieri delle scuole di dare dello “stronzo” a chi li tratta male ha capito, da brava volpe, che è perseguendo la strada della legalità e della democrazia (basta rigurgiti nostalgici!) che la destra italiana deve ripensarsi.
E lui in primis, visto che il dopo-Berlusconi lo attende (speriamo ovviamente alla guida dell’opposizione e non del paese).

Morale della favola?
Avete visto qua dentro, in questo racconto, uno, e dico un gesto solo che fosse dettato da ideali e valori e non invece da mera convenienza?
Sì, due ce ne sono: sono quelli della Lega e della Cei.
Peccato che, per quanto mi riguarda, siano entrambe due congreghe di integralisti e che non mi riconosca nei loro valori.

Sebastiano Molinelli

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