LE AVVENTURE DELLA LEGGE BAVAGLIO
24/07/2010 Lascia un commento
In un precedente articolo, mi lasciavo andare a congetture sui possibili scenari futuri della politica italiana.
In particolare, parlando della cosiddetta legge bavaglio, chiudevo il discorso auspicando la tenuta della pattuglia dei finiani, che avevano proposto cospicue modifiche al disegno di legge in questione.
Pare dunque che i parlamentari ribelli del PDL, siano riusciti nel loro intento di far approvare ad un riluttante Governo tutti o quasi i loro emendamenti al testo originario, portandolo da una prospettiva di una legge assolutamente disastrosa ed incostituzionale, ad una norma comunque molto brutta, ma dagli effetti meno letali sulla nostra democrazia.
Dal punto di vista squisitamente giuridico, pare che la pubblicazioni delle intercettazioni prima della chiusura del processo, possano ora avvenire a due condizioni: che riguardino solo ed esclusivamente i fatti penalmente rilevanti per le persone intercettate e che vi sia il consenso del Giudice, da dare in una apposita udienza filtro sentite le parti coinvolte.
Ora, capisco che “moralmente”, il virgolettato è d’obbligo in un periodo in cui non è più possibile nemmeno parlare di morale, sia anche giusto vietare la pubblicazione di tutti quei fatti che, pur intercettati, non riguardano nello stretto il processo penale, ma ritengo che il diritto dei cittadini di essere informati, quando possibile, sui comportamenti di chi gestisce la cosa pubblica, debba in certi casi prevalere sul diritto alla riservatezza di tali persone.
Per formare una opinione pubblica libera, è perfino necessario, da parte dei mezzi d’informazione, rendere pubbliche tutte le notizie in loro possesso, nei limiti già imposti dal codice penale, vale a dire la verità della notizia e la sua obbiettività, intesa come rispetto del decoro delle persone cui vengono attribuite le notizie.
Per fare un esempio, pubblicare una registrazione amatoriale di una conversazione fra il Presidente del Consiglio ed una squillo, è e deve rimanere assolutamente lecito.
La notizia, se vera, non può essere nascosta al pubblico in un paese democratico.
La legge bavaglio punirà in modo severo tali condotte, sia la pubblicazione della registrazione sia la persona che materialmente la andrà ad effettuare.
In tal senso allo stato, non sono al corrente dei movimenti dei finiani, mentre l’opposizione è, come detto, senza potere in questo campo.
Tornando alle modifiche di cui sopra al disegno di legge, mi crea personalmente qualche perplessità la cosiddetta udienza filtro, nella quale il Giudice dovrà scremare dalle intercettazioni le notizie penalmente irrilevanti per poi discutere con gli interessati se dare il permesso o meno alla stampa di renderle pubbliche.
Non ho ben capito, e magari mi informerò meglio in futuro, se tale udienza dovrà essere aggiunta al già macchinoso sistema procedurale penale, o potrà essere accorpata in altra udienza già prevista dalla procedura, come ad esempio quella davanti al GUP.
Nel primo caso si avrebbe un inutile e deleterio aumento di volume in processi già lenti all’inverosimile, ma meglio questi correttivi al disegno di legge che la sua micidiale versione originaria, sempre nella speranza che un futuro e quanto mai auspicabile cambio di maggioranza di governo faccia piazza pulita di tutte le leggi vergogna… per davvero.
Paolo Vettori









