LE AVVENTURE DELLA LEGGE BAVAGLIO

In un precedente articolo, mi lasciavo andare a congetture sui possibili scenari futuri della politica italiana.

In particolare, parlando della cosiddetta legge bavaglio, chiudevo il discorso auspicando la tenuta della pattuglia dei finiani, che avevano proposto cospicue modifiche al disegno di legge in questione.

Pare dunque che i parlamentari ribelli del PDL, siano riusciti nel loro intento di far approvare ad un riluttante Governo tutti o quasi i loro emendamenti al testo originario, portandolo da una prospettiva di una legge assolutamente disastrosa ed incostituzionale, ad una norma comunque molto brutta, ma dagli effetti meno letali sulla nostra democrazia.

Dal punto di vista squisitamente giuridico, pare che la pubblicazioni delle intercettazioni prima della chiusura del processo, possano ora avvenire a due condizioni: che riguardino solo ed esclusivamente i fatti penalmente rilevanti per le persone intercettate e che vi sia il consenso del Giudice, da dare in una apposita udienza filtro sentite le parti coinvolte.

Ora, capisco che “moralmente”, il virgolettato è d’obbligo in un periodo in cui non è più possibile nemmeno parlare di morale, sia anche giusto vietare la pubblicazione di tutti quei fatti che, pur intercettati, non riguardano nello stretto il processo penale, ma ritengo che il diritto dei cittadini di essere informati, quando possibile, sui comportamenti di chi gestisce la cosa pubblica, debba in certi casi prevalere sul diritto alla riservatezza di tali persone.

Per formare una opinione pubblica libera, è perfino necessario, da parte dei mezzi d’informazione, rendere pubbliche tutte le notizie in loro possesso, nei limiti già imposti dal codice penale, vale a dire la verità della notizia e la sua obbiettività, intesa come rispetto del decoro delle persone cui vengono attribuite le notizie.

Per fare un esempio, pubblicare una registrazione amatoriale di una conversazione fra il Presidente del Consiglio ed una squillo, è e deve rimanere assolutamente lecito.

La notizia, se vera, non può essere nascosta al pubblico in un paese democratico.

La legge bavaglio punirà in modo severo tali condotte, sia la pubblicazione della registrazione sia la persona che materialmente la andrà ad effettuare.

In tal senso allo stato, non sono al corrente dei movimenti dei finiani, mentre l’opposizione è, come detto, senza potere in questo campo.

Tornando alle modifiche di cui sopra al disegno di legge, mi crea personalmente qualche perplessità la cosiddetta udienza filtro, nella quale il Giudice dovrà scremare dalle intercettazioni le notizie penalmente irrilevanti per poi discutere con gli interessati se dare il permesso o meno alla stampa di renderle pubbliche.

Non ho ben capito, e magari mi informerò meglio in futuro, se tale udienza dovrà essere aggiunta al già macchinoso sistema procedurale penale, o potrà essere accorpata in altra udienza già prevista dalla procedura, come ad esempio quella davanti al GUP.

Nel primo caso si avrebbe un inutile e deleterio aumento di volume in processi già lenti all’inverosimile, ma meglio questi correttivi al disegno di legge che la sua micidiale versione originaria, sempre nella speranza che un futuro e quanto mai auspicabile cambio di maggioranza di governo faccia piazza pulita di tutte le leggi vergogna… per davvero.

Paolo Vettori

GOVERNO ITALIANO, VEDI ALLA VOCE VERGOGNA

Non ha fatto in tempo a portare le sue cose nel nuovo ufficio, che il neo-Ministro Brancher ha chiesto di potersi avvalere del “legittimo impedimento” per evitare una udienza di un processo che lo vede imputato per per ricettazione nell’indagine sullo scandalo della Banca Antonveneta e la scalata di Gianpiero Fiorani all’istituto creditizio.
Brancher dunque, senza alcun pudore, segna una svolta in negativo nella ormai consolidata contrapposizione fra potere politico e potere giudiziario.
Berlusconi, ci aveva infatti “insegnato” che prima ci si guadagna il posto di Governo, quindi si fanno le leggi necessarie ad evitare i guai giudiziari di ogni ordine e tipo.

Ora è stato fatto il passo successivo: basandosi su una legge già esistente, in questo caso quella sul legittimo impedimento, si prende un imputato e lo si nomina Ministro della Repubblica per evitargli incontri non occasionali coi Magistrati.
Un passo alla volta, partendo lentamente, poi sempre più di corsa, l’Italia viene trascinata nel vortice grottesco della vergogna che replica sé stessa.
Senza alcun pudore, Berlusconi in testa, ci troviamo di fronte ad uno sfacelo delle istituzioni  senza precedenti, una raffica di leggi vergogna e di affermazioni bugiarde, dove la politica viene usata per coprire le malefatte di uomini senza remore, convinti di poter fare tutto, sopraffare chicchessia, senza freni, per il proprio interesse personale.
Chi parla di questo, viene tacciato di menzogna e screditato dal Capo del Governo e dai suoi uomini, che anzi, forti del loro potere, stanno per approvare la cosiddetta “legge bavaglio”, per impedire che si possano pubblicare intercettazioni telefoniche che possano metterli alla berlina.

Berlusconi possiede personalmente più del 70% dei media nazionali, fra TV e carta stampata, senza contare quei giornali che, pur non direttamente controllati da lui, gli sono in ogni caso piuttosto benevoli.

L’azione scellerata di questo Governo, è appoggiata dalla Lega Nord, il partito dei duri e puri della “Padani”, che tanto osteggiano “Roma ladrona”, salvo poi votare ogni legge porcata che faccia piacere al Capo del Governo.
Basta guardare le facce che compongono l’Esecutivo e dei parlamentari che lo sostengono per capire in che schifo di situazione ci siamo infilati.

Finirà questo incubo prima o poi?

Ai posteri l’ardua sentenza, sempre che qualcun altro non si avvalga del legittimo impedimento….

Paolo Vettori

Articolo 21 della Costituzione Italiana

Mentre il Governo Berlusconi cerca di varare la legge sulle intercettazioni o più comunemente chiamata  legge bavaglio, vogliamo condividere con voi l’articolo 21 della Costituzione Italiana riguardante la libertà di stampa.

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo di ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni.

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