GOVERNO ITALIANO, VEDI ALLA VOCE VERGOGNA

Non ha fatto in tempo a portare le sue cose nel nuovo ufficio, che il neo-Ministro Brancher ha chiesto di potersi avvalere del “legittimo impedimento” per evitare una udienza di un processo che lo vede imputato per per ricettazione nell’indagine sullo scandalo della Banca Antonveneta e la scalata di Gianpiero Fiorani all’istituto creditizio.
Brancher dunque, senza alcun pudore, segna una svolta in negativo nella ormai consolidata contrapposizione fra potere politico e potere giudiziario.
Berlusconi, ci aveva infatti “insegnato” che prima ci si guadagna il posto di Governo, quindi si fanno le leggi necessarie ad evitare i guai giudiziari di ogni ordine e tipo.

Ora è stato fatto il passo successivo: basandosi su una legge già esistente, in questo caso quella sul legittimo impedimento, si prende un imputato e lo si nomina Ministro della Repubblica per evitargli incontri non occasionali coi Magistrati.
Un passo alla volta, partendo lentamente, poi sempre più di corsa, l’Italia viene trascinata nel vortice grottesco della vergogna che replica sé stessa.
Senza alcun pudore, Berlusconi in testa, ci troviamo di fronte ad uno sfacelo delle istituzioni  senza precedenti, una raffica di leggi vergogna e di affermazioni bugiarde, dove la politica viene usata per coprire le malefatte di uomini senza remore, convinti di poter fare tutto, sopraffare chicchessia, senza freni, per il proprio interesse personale.
Chi parla di questo, viene tacciato di menzogna e screditato dal Capo del Governo e dai suoi uomini, che anzi, forti del loro potere, stanno per approvare la cosiddetta “legge bavaglio”, per impedire che si possano pubblicare intercettazioni telefoniche che possano metterli alla berlina.

Berlusconi possiede personalmente più del 70% dei media nazionali, fra TV e carta stampata, senza contare quei giornali che, pur non direttamente controllati da lui, gli sono in ogni caso piuttosto benevoli.

L’azione scellerata di questo Governo, è appoggiata dalla Lega Nord, il partito dei duri e puri della “Padani”, che tanto osteggiano “Roma ladrona”, salvo poi votare ogni legge porcata che faccia piacere al Capo del Governo.
Basta guardare le facce che compongono l’Esecutivo e dei parlamentari che lo sostengono per capire in che schifo di situazione ci siamo infilati.

Finirà questo incubo prima o poi?

Ai posteri l’ardua sentenza, sempre che qualcun altro non si avvalga del legittimo impedimento….

Paolo Vettori

Legalità v.s. Giustizia

Il congresso di Italia dei Valori a Roma e la conseguente alleanza con il Pd in Campania ha provocato una serie di moti più o meno condivisibili sia dentro che fuori il partito. Si è parlato moltissimo di De Luca, delle sue presunte colpe, della non perfettamente cristallina condotta, della sua gestione di Salerno e non solo. Delle sue promesse. Ciò che però più mi ha personalmente interessato è ciò che, sotterraneamente, tutto questo ha sottolineato: la necessità di decidere, prima o poi, se schierarsi da parte della legge o della giustizia. E, come passo successivo, dalla parte della accuse o delle sentenze.

Mi ricordo ancora la lista dei condannati in parlamento di Grillo. Nessun dubbio su chi ha avuto condanne per mafia o per abuso d’ufficio o altre gravissime colpe, ma per chi, da giovane, ha ricevuto una condanna per atteggiamento violento? Dare a vent’anni un pugno ad una persona implica l’impossibilità di trovarci di fronte ad un ottimo quarantenne di saldi principi morali? Quando ci si rende conto dell’errore e si agisce per porvi rimedio la colpa rimane comunque irreversibile?

Personalmente ho notato una certa indecisione a riguardo. Una parte del partito è dalla parte della legge senza se e senza ma, ed è la parte così apprezzata dai nostri “estremisti”.

Un’altra invece, è più “malleabile” e vede nella giustizia ciò che è più importante, nel ciò che è giusto la chiave per trovare sempre la soluzione adeguata. Come fare però a capire che cosa è giusto o sbagliato? Dov’è il confine e, soprattutto, come si può marcare?

Senza legge non c’è stato di diritto, ma violare la legge è sempre sbagliato? Violare una legge che non si considera giusta è sbagliato?

Io mi fermerei a rifletterci, perché da questa scelta si determinerà che cosa è veramente Italia dei Valori.

E si capirà finalmente fin dove ci si può e ci si vuole spingere.

Filippo Vincenzi

Onestà convenzionale e barbarie intellettuale

In risposta alle scriteriate accuse di Berlusconi che aveva affermato che l’aumento di immigrazione (si badi bene, non di clandestini) favorisce la criminalità, è intervenuta anche la Cei per bocca di Monsignor Crociata (speriamo non sia un caso di “nomen omen”), il quale ha affermato: “Le nostre statistiche dimostrano che le percentuali di criminalità di italiani e stranieri sono analoghe, se non identiche”.
Incredibile come l’istituto di ricerca della Chiesa Cattolica funzioni meglio di quello di Berlusconi. Sarà colpa del “Nando Paglioncelli” di turno, o piuttosto anche in quest’ultima sparata del premier possiamo leggere sottotraccia un occhiolino strizzato a qualche alleato?

E se quell’alleato fosse la Lega, attualmente evidentemente scossa dall’ipotesi di un ritorno di fiamma del Premier per Casini (e sto parlando per metafore. C’entrando Berlusconi occorre chiarirlo)?
Ricordo ancora una puntata di Annozero post-elezioni politiche 2008, che faceva vedere come nei circoli dei leghisti si brindasse oltre che per il loro straordinario risultato, anche per la sconfitta dei rossocrociati, per la prima volta schieratisi da soli e puniti dagli elettori per questa loro scelta.

Se da una parte la sensibilità (?) leghista vuole che nei confronti dello straniero ci sia una vera e propria repulsione, a parte nel caso in cui questo sia ricco e in grado di inserirsi in breve tempo, dall’altra l’ala finiana del PDL sta da qualche tempo smarcandosi da queste posizioni da pastori della Val Brembana (con tutto il rispetto che si deve a loro e al loro gregge) e sta maturando una sensibilità più democratica, cercando di raggiungere le mete della più qualificata destra europea. Conservatrice sì, ma tollerante, liberale e laica.
Qualcosa di attualmente inimmaginabile per il nostro paese.

Certo che se poi si va a vedere bene come le cose siano maturate, ci si accorge che sono forse i leghisti ad aver dimostrato maggior coerenza su questo tema.
Retrivi al tempo della stesura della Bossi-Fini, retrivi, oggi. Senza una grinza, duri e puri da bravi soldati della Valtellina (a ridaje; scusate, ma abusare della toponomastica leghista è più forte di me).
Quel volpone di Fini, invece non sembra proprio brillare per coerenza.
Tralasciando il passato missino prima e la preghiera al muro del Pianto poi, le dichiarazioni al vetriolo a Berlusconi in occasione della nascita del PDL e successivamente la ricongiunzione col Cavaliere, se ora è capace di scrivere un libro come “Il futuro della libertà” (edito da Rizzoli, ma non compratelo) in cui intraprende le analisi delle sorti future dell’Italia e del mondo da statista illuminato e liberale, resta comunque il co-autore della Bossi-Fini.

Quella sgangherata legge grazie a cui solo Ronaldinho, George Clooney e Belen Rodriguez sono potuti in questi anni entrare legalmente a lavorare e vivere in Italia, mentre orde di sans-papier hanno affollato barconi prima, centri d’accoglienza e di identificazione poi, per approdare infine in mezzo ad una strada del nostro paese (quando gli andava bene).
Dunque, dicevo, Fini l’ideatore della Bossi-Fini che mi parla del valore dell’accoglienza e dell’integrazione e che dice, infine, ai bimbi stranieri delle scuole di dare dello “stronzo” a chi li tratta male ha capito, da brava volpe, che è perseguendo la strada della legalità e della democrazia (basta rigurgiti nostalgici!) che la destra italiana deve ripensarsi.
E lui in primis, visto che il dopo-Berlusconi lo attende (speriamo ovviamente alla guida dell’opposizione e non del paese).

Morale della favola?
Avete visto qua dentro, in questo racconto, uno, e dico un gesto solo che fosse dettato da ideali e valori e non invece da mera convenienza?
Sì, due ce ne sono: sono quelli della Lega e della Cei.
Peccato che, per quanto mi riguarda, siano entrambe due congreghe di integralisti e che non mi riconosca nei loro valori.

Sebastiano Molinelli

VOLANTINO PROCESSO BREVE

Cos’è il “PROCESSO BREVE” ?

La nuova legge riguarda anche i processi PENALI con un massimo di 10 anni di reclusione e dice che:
Il processo è ESTINTO se non si arriva a una condanna in 1° grado entro un massimo di 3 anni (2+1).
Il processo è ESTINTO se non si arriva a una condanna d’appello entro un massimo di altri 3 anni (2+1).
Il processo è ESTINTO se non si arriva a un giudizio di legittimità entro un massimo di altri 3 anni (2+1).

Il processo è ESTINTO se il giudizio di rinvio non pronuncia sentenza definitiva entro 1 anno.

DA OGGI AVREMO ben 7 POSSIBILITA’ AGGIUNTIVE PER LA PRESCRIZIONE e, soprattutto, avrà EFFETTO RETROATTIVO, cancellando, di fatto, centinaia di processi !!!

Volete qualche esempio di processi che verranno immediatamente CANCELLATI?
-il processo alla clinica Santa Rita di Milano (dove sono state prescritte operazioni non necessarie);
-il processo Parmalat Due (che ha colpito ingiustamente centinaia di risparmiatori italiani);
-il processo Crack Cirio (come sopra);
-il processo Calciopoli;
-il processo sulla gestione dell’emergenza-rifiuti a Napoli;
-il processo Telecom (sulle intercettazioni illegali che sarebbero state effettuate da alcuni responsabili della sicurezza dell’azienda);
-il processo BNL (sull’illecita scalata alla Banca Nazionale del Lavoro da parte della Unipol);
-il processo Lady ASL (relativo alla maxi inchiesta sulle mazzette nella Sanità del Lazio).
A questi si aggiungono, ovviamente, i due che riguardano direttamente Berlusconi,
-il processo sui diritti tv Mediaset (sulla compravendita di diritti televisivi e cinematografici che coinvolgerebbe Silvio Berlusconi);
-il processo Mills (in cui Silvio Berlusconi è accusato di aver corrotto l’avvocato inglese David Mills).

E per il futuro?

TUTTI NOI SAPPIAMO CHE LA GIUSTIZIA IN ITALIA E’ LENTISSIMI, DI CONSEGUENZA, QUANTI PROCESSI VERRANNO ESTINTI ? QUANTI COLPEVOLI SARANNO RIMESSI IN LIBERTA’? E’ QUESTA LA GIUSTIZIA?

Se i processi sono troppo lunghi vuol dire che l’organico non è sufficiente e le leggi sono poco snelle e facili da applicare. E’ su questi punti che bisogna lavorare.

NOI DICIAMO NO ALLE ASSOLUZIONI DI MASSA PER I COLPEVOLI.

SIAMO TUTTI VITTIME DI QUESTO GOVERNO, ANCHE CHI LO HA VOTATO.

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