Quando il governo viola i diritti del popolo, l’insurrezione è per il popolo e per ciascuna parte del popolo il più sacro dei diritti e il più indispensabile dei doveri.

Di Cecilia Alagna

Oggi più che mai abbiamo bisogno di riportare alla mente le parole che furono scritte più di 200 anni fa.

Parole adamantine che dovrebbero valere in ogni luogo, in ogni paese ed in ogni epoca presente e  futura.

Lo scopo della società è la felicità comune. Il governo è istituito per garantire all’uomo il godimento dei suoi diritti naturali e imprescrittibili.

Questi diritti sono l’uguaglianza, la libertà, la sicurezza, la proprietà.

Tutti gli uomini sono uguali per natura e davanti alla legge.

La legge deve proteggere la libertà pubblica e individuale contro l’oppressione di quelli che governano.

L ‘ istruzione è il bisogno di tutti. La società deve favorire con tutto il suo potere , i progressi della ragione pubblica , e mettere l ‘ istruzione alla portata di tutti i cittadini.

Le funzioni pubbliche sono essenzialmente temporanee; esse non possono essere considerate come distinzioni né come ricompense, ma come doveri.

I delitti dei mandatari del popolo e dei suoi agenti non devono essere mai impuniti. Nessuno ha il diritto di considerarsi più inviolabile degli altri cittadini.

La resistenza all’oppressione è la conseguenza dagli altri diritti dell’uomo.

Quando il governo viola i diritti del popolo, l’insurrezione è per il popolo e per ciascuna parte del popolo il più sacro dei diritti e il più indispensabile dei doveri.

Francia, 24 Giugno 1793



I cuccioli del Maggio

Mi veniva in mente la canzone del Maggio qualche giorno fa a Cesena, alla manifestazione di protesta degli studenti liceali. Pensavo a De Andrè che in quella canzone definiva cuccioli gli universitari che nel 68 protestavano.

Ero stupito, ammirato e, a tratti, divertito nel vedere quei giovanissimi o, “cuccioli”, molti dei quali alla prima manifestazione, sfilare, saltellare e gridare il loro dissenso ad una riforma scolastica ingiusta. Ero divertito nel vederli affannarsi quando non riuscivano a far partire il corteo e ammirato nel vederli determinati nelle loro azioni. Quel coro che mi colpiva più degli altri “noi la crisi non la paghiamo” che mi faceva pensare a mia sorella, anche lei nel corteo, che a 17 anni dovrebbe semplicemente studiare e non manifestare perchè le viene negato il diritto allo studio.

Spero che questi cuccioli non si limitino solo alla manifestazione ma, ritornati a casa, spieghino ai loro genitori, zii, nonni e amici come questo governo sta distruggendo la scuola ma sopratutto il loro futuro.

E quest’ultimi non si limitino a rispondergli che “tanto non cambia niente” disilludendoli, ma si facciano carico di questa protesta e del futuro di questi ragazzi, contribuendo a far diventare adulti e intelligenti questi cuccioli di oggi.

Manifestazione contro decreto “salvaliste” a Roma

Manifestazione di sabato 13 marzo a Roma in Piazza del Popolo contro il decreto interpretativo! Si organizza un pullman con partenza da Forlì.

Costo:15€ andata e ritorno.

Per prenotare chiamare il numero: 3316350968!!!!

In difesa della Costituzione

Sabato 31 gennaio, andava in scena in tutta Italia il sit-in a difesa della Costituzione promosso dal popolo viola, la stessa sigla di apartitici contestatori del Premier che il 5 dicembre passato si incontrarono a Roma in centinaia di migliaia per il No-Berlusconi Day.
Anche Forlì ha avuto la sua parte con una manifestazione in Piazza Duomo, di fronte al palazzo della Prefettura.
All’evento era presente un centinaio di persone, fra cui anche qualche tesserato di partito, come il sottoscritto e i suoi colleghi “gabbiani” e qualche democratico, nell’uno e nell’altro caso senza alcun simbolo di partito.

Chi aveva simboli di partito erano invece i militanti del PMLI (Partito marxista-leninista italiano), quelli del PCL (Partito comunista dei lavoratori) e quelli di Rifondazione Comunista che distribuivano i loro giornali e giornaletti in cui non mancavano nemmeno le critiche al popolo viola.
Anzi, ricordo un terribile A4 del PCL che raccontava il perché il popolo viola fosse una truffa, i partiti tutti (tranne il PCL) fossero una truffa e, triste a dirlo, anche la Costituzione Repubblicana fosse una truffa.
Che si possa adottare anche per loro il termine nostalgici? Magari poi, specificandolo subito, di Lenin e non di Stalin, di Trotsky e non di Togliatti e, in estrema sintesi del vecchio Carletto Marx.
Ad ogni buon conto, rivolgevano, come detto, al popolo viola, le stesse critiche che avrebbero rivolto al PDL e questo a mio avviso basta per valutare la bontà del loro punto di osservazione.

Rivolgevano in particolare ai viola la critica di non essere né carne né pesce, di essere viola, insomma, un colore ibrido, tra il rosso e il blu.
Di non essersi ancora caratterizzati per la “pars construens”, andando oltre a quella “destruens” della critica in piazza.
Rivolgevano delle critiche stramaledettamente uguali a quelle che non più tardi di due anni fa avevano rivolto ai grillini, ai meetups di Beppe Grillo e alle liste civiche sorte dietro l’ispirazione del comico genovese.

Grillini che si trovavano anche loro in quell’occasione. Defilati, stavano in Piazza Saffi a raccogliere le firme per portare la lista capeggiata da Giovanni Favia alle Regionali. Impresa davvero tosta.
Sono passati in piazza Duomo solo per lasciarci un volantino, appunto elettorale: il loro programma sembra quello dei Verdi. Speriamo che la fine non sia la stessa.

Popolo viola, comunisti e grillini…
Attendo con ansia il giorno in cui le sparse membra del centro-sinistra italiano si ritrovino dentro un unico contenitore. E proprio l’IDV credo che debba farsene carico.

Sebastiano Molinelli

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