La Corte di Cassazione: razzismo e adozione

Di Cecilia Alagna

Ovviamente questo è un tema a me molto caro e credo che vista anche l’ importanza dell’argomento sia innanzitutto necessario affrontarlo con molta cautela.
La Corte di Cassazione ha dichiarato che  due genitori, che intendono adottare un figlio, non possono richiedere di escludere una determinata etnia o determinati caratteri somatici pena la perdita dell’idoneità all’adozione.  Questa sentenza ha aperto un vivace dibattito intorno al tema perchè, sebbene sotto il profilo giuridico nulla è eccepibile e nemmeno sotto il profilo morale si può dire alcunchè, alcuni hanno sottolineato che non sempre si tratta di razzismo quando un genitore voglia dei figli bianchi o dei figli appartenenti ad una determinata religione.
In linea di principio è quanto mai giusto imporre l’uguaglianza anche nelle pratiche di adozione, di contro però non si tiene conto della situazione italiana.
Infatti l’ondata di razzismo in Italia, che viene negata spudoratamente, metterebbe a rischio una reale integrazione dei bambini, e forse potrebbe persino arrecare danni a questi bambini. D’altra parte forse un incremento delle adozioni internazionali costringerebbe gli italiani a modificare tutti quei comportamenti razzisti e discriminatori e forsesi potrebbe persino arginare la piaga del razzismo in sè.
Ciò che più ha destato sorpresa però è che grazie a questa sentenza si sia parlato di adozione. Infatti in Italia vengono fatte grandi battaglie sui temi eticamente sensibili con schieramenti ben separati e dalle posizioni nettamente contrapposte, ciò che sorprende è che i fantomatici fanatici della vita e della dignità della vita umana si affannano a difendere gli embrioni, sostenendo che la vita va difesa fin dal suo concepimento; ci si è battuti contro la fecondazione artificiale, contro l’eutanasia e a favore dell’accanimento terapeutico ( perchè solo così si può chiamare). Paradossalmente il comitato Pro-Life/Si alla vita si è dimenticato sistematicamente di combattere in favore di tutti quei bambini che vivono negli orfanotrofi, che sono vite umane perfettamente formate e che vivono nelle peggiori condizioni possibili; lo stesso Vaticano si lancia contro tutte quelle libertà che ritiene siano peccato, ma mai pubblicamente invita i fedeli ad adottare, impone dei no, ma ben poche soluzioni.
C’è una sorta di ipocrisia di massa che ignora completamente un gesto ed una scelta che sono a favore della vita molto più di tantissime altre cose. La politica ignora anch’essa l’adozione, ma tenta di far rimanere in vita le persone in stato vegetativo permanente.
Dunque la vita per alcuni sembra destare interesse solo nel momento dell’aborto, dell’eutanasia e della fecondazione artificiale, ma mai quando si parla di vite che hanno veramente bisogno della tutela di tutti, vite che forse non vedranno la maggiore età e che moriranno in tenera età senza però sofferenza per alcuno.
Su questa strada si rivela il profondo egoismo e menefreghismo non solo dell’Italia, ma persino del Cattolicesimo intento più ad imporre divieti che a proporre soluzioni realmente favorevoli alla vita; e dimostrandosi come al solito di fatto impotente perchè una campagna a favore dell’adozione forse solleverebbe qualche antipatia di troppo.
Ad ogni modo in questi giorni sono circolate teorie strambe circa l’egoismo dei genitori che scelgono di adottare un figlio, perchè voglio soddisfare il loro desiderio di diventare genitori. Ora se le coppie che scelgono di adottare sono egoiste, lo sono anche quelle che concepiscono un figlio perchè in entrambi i casi voglio soddisfare un desiderio con la differenza che le coppie che riescono a concepire figli senza problemi hanno semplicemente più fortuna degli altri.
Non è possibile che in Italia gli unici a non essere egoisti siano i genitori che riescono a concepire un figlio senza l’ausilio della fecondazione artificiale o senza l’adozione.
Anzi direi che in realtà sono i genitori che adottano ad essere infinitamente più altruisti e meno succubi di una logica istintuale e biologica; i genitori che adottano devono innanzitutto superare l’ostacolo della biologicità e della geneticità dell’essere genitori, devono rinunciare alla procreazione consapevoli che non vedranno mai caratteri ereditari non solo nei figli, ma nemmeno nei nipoti. Quel figlio non assomiglierà mai a te, e i nipoti nemmeno. I genitori che adottano di fatto passano al livello successivo della genitorialità, intesa come apertura alla vita e come missione educativa.
Con questo non voglio dire che i genitori biologici siano peggiori, ma solo che hanno dalla loro parte il vantaggio del nesso genetico e posso rispecchiarsi nel figlio con molta più facilità rispetto ai genitori adottivi, possono sentire biologicamente il figlio.
Se si tacciano di egoismo i genitori adottivi allora devono essere tacciati di egoismo tutti i genitori.
Purtroppo questa sentenza della Cassazione e tutti i dibattiti ad essa relativi sembrano dimostrare come in Italia la dimensione dei sentimenti e dell’affettività e persino della genitorialità siano state stuprate e deturpate da un circolo vizioso di egoismo e di mistificazione e di negazione.
Si è persa una dimensione di reale accoglimento dell’altro, e di una spettacolarizzazione dei sentimenti, e per dirla con Corrado Augias: alla pornografia dei sentimenti.
Dunque ben venga la sentenza della Corte di Cassazione, ma dall’altra parte forse è arrivato il momento di tutelare concretamente la vita, da tutte le parti e in primis i Cattolici che si sono autoproclamati baluardo della tutela della vita. Bisogna cominciare a parlare in modo serio di adozione, proteggere ed aiutare le coppie che scelgono di adottare, senza trincerarsi dietro pregiudizi di sorta  e sterili considerazioni; sponsorizzando non solo l’adozione, ma soprattutto favorendo l’adozione di bambini dai caratteri somatici molto diversi dgli standard italiani.
Ma alla fine per fare questo bisognerebbe cambiare la società e probabilmente nessuno o pochi hanno realmente voglia di cambiarla.

Ovviamente questo è un tema a me molto caro e credo che vista anche l’ importanza dell’argomento sia innanzitutto necessario affrontarlo con molta cautela.
La Corte di Cassazione ha dichiarato che  due genitori, che intendono adottare un figlio, non possono richiedere di escludere una determinata etnia o determinati caratteri somatici pena la perdita dell’idoneità all’adozione.  Questa sentenza ha aperto un vivace dibattito intorno al tema perchè, sebbene sotto il profilo giuridico nulla è eccepibile e nemmeno sotto il profilo morale si può dire alcunchè, alcuni hanno sottolineato che non sempre si tratta di razzismo quando un genitore voglia dei figli bianchi o dei figli appartenenti ad una determinata religione.
In linea di principio è quanto mai giusto imporre l’uguaglianza anche nelle pratiche di adozione, di contro però non si tiene conto della situazione italiana.
Infatti l’ondata di razzismo in Italia, che viene negata spudoratamente, metterebbe a rischio una reale integrazione dei bambini, e forse potrebbe persino arrecare danni a questi bambini. D’altra parte forse un incremento delle adozioni internazionali costringerebbe gli italiani a modificare tutti quei comportamenti razzisti e discriminatori e forsesi potrebbe persino arginare la piaga del razzismo in sè.
Ciò che più ha destato sorpresa però è che grazie a questa sentenza si sia parlato di adozione. Infatti in Italia vengono fatte grandi battaglie sui temi eticamente sensibili con schieramenti ben separati e dalle posizioni nettamente contrapposte, ciò che sorprende è che i fantomatici fanatici della vita e della dignità della vita umana si affannano a difendere gli embrioni, sostenendo che la vita va difesa fin dal suo concepimento; ci si è battuti contro la fecondazione artificiale, contro l’eutanasia e a favore dell’accanimento terapeutico ( perchè solo così si può chiamare). Paradossalmente il comitato Pro-Life/Si alla vita si è dimenticato sistematicamente di combattere in favore di tutti quei bambini che vivono negli orfanotrofi, che sono vite umane perfettamente formate e che vivono nelle peggiori condizioni possibili; lo stesso Vaticano si lancia contro tutte quelle libertà che ritiene siano peccato, ma mai pubblicamente invita i fedeli ad adottare, impone dei no, ma ben poche soluzioni.
C’è una sorta di ipocrisia di massa che ignora completamente un gesto ed una scelta che sono a favore della vita molto più di tantissime altre cose. La politica ignora anch’essa l’adozione, ma tenta di far rimanere in vita le persone in stato vegetativo permanente.
Dunque la vita per alcuni sembra destare interesse solo nel momento dell’aborto, dell’eutanasia e della fecondazione artificiale, ma mai quando si parla di vite che hanno veramente bisogno della tutela di tutti, vite che forse non vedranno la maggiore età e che moriranno in tenera età senza però sofferenza per alcuno.
Su questa strada si rivela il profondo egoismo e menefreghismo non solo dell’Italia, ma persino del Cattolicesimo intento più ad imporre divieti che a proporre soluzioni realmente favorevoli alla vita; e dimostrandosi come al solito di fatto impotente perchè una campagna a favore dell’adozione forse solleverebbe qualche antipatia di troppo.
Ad ogni modo in questi giorni sono circolate teorie strambe circa l’egoismo dei genitori che scelgono di adottare un figlio, perchè voglio soddisfare il loro desiderio di diventare genitori. Ora se le coppie che scelgono di adottare sono egoiste, lo sono anche quelle che concepiscono un figlio perchè in entrambi i casi voglio soddisfare un desiderio con la differenza che le coppie che riescono a concepire figli senza problemi hanno semplicemente più fortuna degli altri.
Non è possibile che in Italia gli unici a non essere egoisti siano i genitori che riescono a concepire un figlio senza l’ausilio della fecondazione artificiale o senza l’adozione.
Anzi direi che in realtà sono i genitori che adottano ad essere infinitamente più altruisti e meno succubi di una logica istintuale e biologica; i genitori che adottano devono innanzitutto superare l’ostacolo della biologicità e della geneticità dell’essere genitori, devono rinunciare alla procreazione consapevoli che non vedranno mai caratteri ereditari non solo nei figli, ma nemmeno nei nipoti. Quel figlio non assomiglierà mai a te, e i nipoti nemmeno. I genitori che adottano di fatto passano al livello successivo della genitorialità, intesa come apertura alla vita e come missione educativa.
Con questo non voglio dire che i genitori biologici siano peggiori, ma solo che hanno dalla loro parte il vantaggio del nesso genetico e posso rispecchiarsi nel figlio con molta più facilità rispetto ai genitori adottivi, possono sentire biologicamente il figlio.
Se si tacciano di egoismo i genitori adottivi allora devono essere tacciati di egoismo tutti i genitori.
Purtroppo questa sentenza della Cassazione e tutti i dibattiti ad essa relativi sembrano dimostrare come in Italia la dimensione dei sentimenti e dell’affettività e persino della genitorialità siano state stuprate e deturpate da un circolo vizioso di egoismo e di mistificazione e di negazione.
Si è persa una dimensione di reale accoglimento dell’altro, e di una spettacolarizzazione dei sentimenti, e per dirla con Corrado Augias: alla pornografia dei sentimenti.
Dunque ben venga la sentenza della Corte di Cassazione, ma dall’altra parte forse è arrivato il momento di tutelare concretamente la vita, da tutte le parti e in primis i Cattolici che si sono autoproclamati baluardo della tutela della vita. Bisogna cominciare a parlare in modo serio di adozione, proteggere ed aiutare le coppie che scelgono di adottare, senza trincerarsi dietro pregiudizi di sorta  e sterili considerazioni; sponsorizzando non solo l’adozione, ma soprattutto favorendo l’adozione di bambini dai caratteri somatici molto diversi dgli standard italiani.
Ma alla fine per fare questo bisognerebbe cambiare la società e probabilmente nessuno o pochi hanno realmente voglia di cambiarla.

NON SIAMO RAZZISTI

E’ Rima Fakih, originaria del Libano, la nuova miss America. Una ragazza di 26 anni, effettivamente bellissima, a vincere una competizione che di per se non apprezzo, in quanto valorizza le donne in maniera non sempre positiva. Il motivo per cui mi viene da citare questo evento è che Rima è musulmana.

Cito la Dichiarazione Universale dei Diritti Dell’Uomo:

Articolo 1

Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.

Articolo 2

1. Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciati nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione.
2. Nessuna distinzione sarà inoltre stabilita sulla base dello statuto politico, giuridico o internazionale del Paese o del territorio cui una persona appartiene, sia che tale Paese o territorio sia indipendente, o sottoposto ad amministrazione fiduciaria o non autonomo, o soggetto a qualsiasi altra limitazione di sovranità.

Articolo 6

Ogni individuo ha diritto, in ogni luogo, al riconoscimento della sua personalità giuridica.

Articolo 7

Tutti sono eguali dinanzi alla legge e hanno diritto, senza alcuna discriminazione, ad un’eguale tutela da parte della legge. Tutti hanno diritto ad un’eguale tutela contro ogni discriminazione che violi la presente Dichiarazione come contro qualsiasi incitamento a tale discriminazione.

Articolo 12

Nessun individuo potrà essere sottoposto ad interferenze arbitrarie nella sua vita privata, nella sua famiglia, nella sua casa, nella sua corrispondenza, nè a lesioni del suo onore e della sua reputazione. Ogni individuo ha diritto ad essere tutelato dalla legge contro tali interferenze o lesioni.

Articolo 18

Ogni individuo ha il diritto alla libertà di pensiero, coscienza e di religione; tale diritto include la libertà di cambiare religione o credo, e la libertà di manifestare, isolatamente o in comune, sia in pubblico che in privato, la propria religione o il proprio credo nell’insegnamento, nelle pratiche, nel culto e nell’osservanza dei riti.

Articolo 19

Ogni individuo ha il diritto alla libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.

Articolo 23

1. Ogni individuo ha diritto al lavoro, alla libera scelta dell’impiego, a giuste e soddisfacenti condizioni di lavoro ed alla protezione contro la disoccupazione.
2. Ogni individuo, senza discriminazione, ha diritto ad eguale retribuzione per eguale lavoro.
3. Ogni individuo che lavora ha diritto ad una remunerazione equa e soddisfacente che assicuri a lui stesso e alla sua famiglia un’esistenza conforme alla dignità umana ed integrata, se necessario, ad altri mezzi di protezione sociale.
4. Ogni individuo ha il diritto di fondare dei sindacati e di aderirvi per la difesa dei propri interessi.

Articolo 29

1. Ogni individuo ha dei doveri verso la comunità, nella quale soltanto è possibile il libero e pieno sviluppo della sua personalità.
2. Nell’esercizio dei suoi diritti e delle sue libertà, ognuno deve essere sottoposto soltanto a quelle limitazioni che sono stabilite dalla legge per assicurare il riconoscimento e il rispetto dei diritti e della libertà degli altri e per soddisfare le giuste esigenze della morale, dell’ordine pubblico e del benessere generale in una società democratica.
3. Questi diritti e queste libertà non possono in nessun caso essere esercitati in contrasto con i fini e i principi delle Nazioni Unite.

Articolo 30

Nulla nella presente Dichiarazione può essere interpretato nel senso di implicare un diritto di qualsiasi Stato gruppo o persona di esercitare un’attività o di compiere un atto mirante alla distruzione dei diritti e delle libertà in essa enunciati.

Dove si posizionano, in tutto questo, gli italiani ?

FILIPPO VINCENZI

Ho paura di chi ha paura del diverso

Lo ammetto, ho paura! Ma non del diverso, ma di chi ha paura del diverso. Di chi, per difendersi da questa
paura, si rifugia nell’indifferenza, nell’egoismo o peggio ancora nel razzismo.
Ma da dove nasce questa paura?
Beh! Per chi come me è abituato ad informarsi tramite internet, la risposta potrebbe essere scontata. I mass
media sicuramente, contribuiscono alle nostre paure. La mia mente scorre a più di un anno fa, quando in
Sicilia bastarono 2 casi di aggressione da parte di un branco di cani randagi ai danni di qualche turista per
creare allarme sociale, ricordo bene un sondaggio su Sky , che alla domanda “ c’è un’emergenza cani randagi
in Italia? “ Più del 80% rispose di si.
Questo, avviene anche con gli extracomunitari, che ogni giorno vengono messi alla gogna mediatica, e gli si da la colpa di tutto, colpa per la criminalità, per la sporcizia o perché rubano il lavoro agli Italiani, contribuendo a far accrescere l’odio nei confronti di questi disperati.
Basterebbe usare un minimo il cervello e ragionare con la propria testa per capire che non è così.
Rubano il lavoro? Non si dice che spesso sono loro ad occupare le mansioni che gli Italiani, con la testa al grande fratello e i vestiti firmati non vogliono fare più.
Portano criminalità? Spesso si dimentica che ci sono luoghi in Italia, dove la maggior parte dei reati è commessa dagli Italiani tramite le mafie, e si fa poco o nulla per risolvere il problema.
Portano sporcizia e degrado? Penso a tutte quelle volte che ho visto Italiani buttare mozziconi di sigarette a
terra, gettare carte o dopo aver bevuto la birra lasciare la bottiglia vuota a terra o peggio ancora spaccarla
incuranti delle conseguenze.
A cosa serve tutto ciò? Serve a nascondere i nostri difetti da Italiani, dare la colpa a loro per non assumerci le nostre responsabilità. Siamo noi i fautori del nostro degrado e della nostra inciviltà.
Abbiamo una grandissima paura ad ammetterlo, e chi cavalca questa nostra paura e sicuramente la Lega, un
partito che si nutre della nostra angoscia e si erge a paladino della nostra sicurezza. Le loro battaglie sono in
difesa dei valori cristiani dimenticando che l’accoglienza del più debole è un valore cristiano. Ti raccontano che sono in difesa dei lavoratori Italiani e non ti dicono che grazie alla Bossi-Fini e al reato di immigrazione clandestina gli extracomunitari spesso sono costretti a lavorare in nero favorendo gli imprenditori disonesti e sfavorendo i lavoratori Italiani. Ti dicono che sono contro i delinquenti e poi sono pronti a votarti il decreto contro l’intercettazione.
Poi si arriva alla schifezza del comune di Adro dove un sindaco Leghista ha lasciato dei bimbi fuori dalla mensa della scuola perché i genitori non avevano pagato la retta. Senza chiedersi il perché quei genitori non avessero pagato, andando subito alla conclusione che volessero fare i furbi. Senza sapere che spesso dietro a queste famiglie ci sono tantissime difficoltà. La cosa che mi ha fatto più paura é stata vedere la cultura Leghista, come l’esempio di quella signora intervistata ad Annozero, la quale criticava quell’imprenditore che, avendo fatto un atto di generosità pagando gli arretrati, veniva accusato di aver fatto un atto di scorrettezza verso quelle famiglie che erano in regola con i pagamenti, come se io domani accusassi le vecchiette che in chiesa fanno l’offerta per i poveri di fare un atto di scorrettezza verso le persone che stanno bene.
Dove è finita la generosità di queste persone, che poi si arrabbiano pure quando vengono definite razziste?
Questo mi fa paura, la cultura del tu sei diverso da me e quindi ti perseguito, dove l’indifferenza e la
gelosia vive nell’animo delle persone. Ho paura di vivere in un’Italia dove la generosità, l’aiutarsi sempre, come
mi raccontava mio nonno sia solo il ricordo sbiadito in una foto in bianco e nero.

La storia come “magistra vitae”: la memoria dell’Olocausto

Oggi ricorre la Giornata della Memoria ovvero la commemorazione dell’Olocausto, la più grande tragedia del secolo scorso.
E’ facile cadere in luoghi comuni quando si dibatte su temi di tal portata, ma una riflessione è pur sempre doverosa perchè il passato non è mai troppo lontano da poter essere dimenticato nè da smettere di fungere da mentore per il nostro presente. Si sa, la storia è maestra di vita,o meglio, dovrebbe esserla. Molto spesso purtroppo noi contemporanei sembriamo dimenticare i suoi insegnamenti cadendo con assoluta superficialità nella trappola della loro privazione di significato e finanche dell’oltraggio. In particolare la classe politica come sempre fa presto a riempirsi la bocca di vuote frasi preconfezionate, ma qui non si tratta di uno spot elettorale.
Ricorrenze del genere dovrebbero al contrario essere occasione per risvegliare il lume della ragione (ammesso che ne siano in possesso) in tutti coloro che ad oggi con i loro proclami inneggiano ancora chiaramente e con sprezzante arroganza al razzismo e all’identificazione dell’altro, dello straniero, del diverso come capro espiatorio dei problemi che affliggono il Belpaese.
E’ proprio l’Olocausto che appunto ci testimonia l’orribile conclusione di un escalation di odio e di follia che affonda le sue origini nelle leggi razziali. Inizialmente e apparentemente innocue, esse si sono poi rivelate essere il preludio di una negazione aprioristica del valore della vita umana dei non appartenenti alla razza ariana. Mi sembra abbastanza per poter dire che adesso, a differenza di allora, sappiamo i rischi che si corrono e pertanto non c’è scusa che tenga per chiudere gli occhi e far finta di nulla dinanzi ai deprecabili tentativi di una parte della classe politica di demonizzazione degli extracomunitari. Se esite un problema immigrazione, ed esite, esso va risolto prima di tutto con gli strumenti della ragione scevra da pregiudizi fuorivianti; se c’è abbastanza apertura mentale ci sarà di certo anche lo spazio per far loro un pò di posto. Per non parlare dell’ormai ovvia realtà delle società multietniche che costituiscono oggigiorno il principio informatore di tutti i Paesi più o meno avanzati.
Che ci servano da lezione tutti quei milioni di morti perchè l’irrazionalità e l’ignoranza sono più pericolose di qualsiasi arma e l’ombra del verosimile ripetersi della storia raramente fa sconti.

Elita Viola

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