Schede (referendarie) ruggenti

Di Cecilia Alagna

Col voto del 12 e 13 Giugno gli Italiani hanno consacrato in modo profondo il 150simo anniversario dell’unità dell’Italia.

Per anni gli italiani sono stati < calpesti e derisi > da un’Europa che non riusciva a comprendere le dinamiche del Bel Paese e probabilmente continuerà a non comprendere, giustamente, molte delle contraddizioni insite nella cultura sociale italiana. Il livello di derisione, in parte fondata, può essere ben rappresentata dalla famosa affermazione di Winston Churchill che recita < gli italiani perdono le partite di calcio come fossero guerre e perdono le guerre come fossero le partite di calcio >.

In poche parole i “soliti” italiani chiassosi, indisciplinati, arroganti, un po’ buffoni; dei cittadini che si ricordano di essere italiani quando arrivano i mondiali di calcio, che sfoggiano il tricolore come vessillo sportivo e non come simbolo di appartenenza.

Il 2011 invece ha segnato il passo già dai suoi primi mesi e ha restituito alla storia un’immagine di Italia ricca, viva e coraggiosa; un’Italia che in molti casi sa essere migliore delle persone che la rappresentano; un’ Italia che ama la Politica ma apprezza un po’ meno i suoi politici.

Il successo riscosso dal Presidente della Repubblica in occasione dell’anniversario del 17 marzo ha svelato un sentimento di unità che pochi si attendevano; bisogna ammettere però che la più alta carica dello Stato fino a questo momento è stata “gestita” da persone con un altissimo senso del dovere e tranne qualche vistosa eccezione con un senso del limite e dell’austerità paradossalmente in antitesi con quello che è lo spirito generale dei cittadini.

Il successo del 150simo avrebbe dovuto far riflettere moltissimo una classe politica che da alcuni anni sembra imprigionata (volontariamente) in un narcisimo e in una sorta di autorefernzialità autistica incapace di comprendere non tanto gli elettori quanto i cittadini. Questa è probabilmente la chiave di successo di persone come Ciampi e come Napolitano, le quali pur venendo da una tradizione politica ben definita hanno saputo e voluto portare sulle spalle tutti gli italiani, ne hanno rispettato le visioni, i sentimenti, le aspirazioni e le speranze. Hanno aperto un filo diretto con i cittadini che nessuna fazione politica ha o potuto o voluto tagliare.

Non è un caso che in questa tornata referendaria grande valore hanno avuto le parole del capo dello Stato che ha donato ancora una volta con l’esempio la propria idea di cittadino. Ed è qui la chiave di lettura del risultato referendario: l’esempio e la partecipazione collettiva.

Ovviamente una classe politica come quella descritta sopra ( tranne alcune vistosissime e rarissime eccezioni ) davanti ai milioni di italiani ,che hanno detto NO barrando quattro SI, è andata in corto circuito per la terza volta in poco più di un mese. Perchè da un mese a questa parte l’unica cosa che sanno fare i politici è da un lato far notare che l’avversario ha grossi problemi di cosesione partitica e dall’altro ripete come un mantra che deve essere ascoltata la base e che bisogna riflettere sul messaggio inviatogli dagli elettori.

Continuando di questo passo i partiti si trasformeranno in circoli filosofici di riflessione accartocciati su sè stessi e nel frattempo il Paese andrà avanti senza di loro e continuerà a sfornare “schede ruggenti”.

I partiti non hanno molta scelta se vogliono di nuovo rappresentare gli italiani ( e non l’elettorato) e questa scelta si concretizza in poche semplici parole: dovere, onestà, senso del limite e proposte.

WE ARE THE CHAMPIONS

E’ fatta. Abbiamo vinto. Tutta l’Italia ha vinto, tutti coloro che hanno contribuito a scrivere questo pezzo di storia hanno vinto. I giovani, gli anziani, i padri e le madri di famiglia. Tutti coloro che hanno creduto nel futuro, nel cambiamento, che hanno voluto dare un segno di rinascita e di speranza a questo Paese che stava andando a rotoli. Il messaggio più forte che questo referendum ci ha trasmesso è la consapevolezza che c’è un’Italia migliore, un’Italia che non si arrende, che non si rassegna ai giochi di potere e alla corruzione della politica, un’Italia che crede ancora che valga la pena difendere quella ricchezza che chiamiamo democrazia. L’Italia dei Valori prima e più di tutti ha creduto e portato avanti questa battaglia quando nessuno ci credeva o, meglio, quando tutti cercavano di farci credere che eravamo degli illusi, che tanto non sarebbe mai cambiato niente. Ebbene, oggi abbiamo dimostrato che il cambiamento è possibile, che non tutto è perduto, che la coscienza civica degli italiani è ancora viva. I Giovani di Valore hanno orgogliosamente contribuito a far sì che questa vittoria non rimanesse solo una chimera e se da oggi la nostra Repubblica potrà ricordare questa giornata come una svolta storica è anche grazie a loro.

Elita Viola

REFERENDUM: CACCIA AL QUORUM‏

A tutti i cittadini interessati al referendum : nucleare, acqua, legittimo impedimento

Carissimi, è ufficialmente aperta la caccia al ‘più uno’

50% più uno. Sta lì il segreto del quorum, in quel ‘più uno’. Il ‘più uno’ può nascondersi nel vicino di pianerottolo cui non hai ricordato la data del voto, nella zia alla quale non hai spiegato che le centrali non stanno solo in Giappone ma le vogliono portare anche in Italia. O nell’amico che non hai accompagnato al seggio prima di andare al mare. Allora forza: tutti a caccia del ‘più uno’, per buttare il nucleare fuori dall’Italia, per la legge uguale per tutti, per l’acqua pubblica.

La ricetta è semplice :

1) presto ai seggi: vai a votare nelle prime ore di domenica 12 giugno: se i primi dati sull’affluenza sono buoni anche gli indecisi si decideranno;
2) informazione a domicilio: se vai a cena da un amico prendi qualche volantino e mettilo nella cassetta della posta del condominio;
3) mail virali: spedisci a tutta la tua rubrica e condividi coi tuoi amici un promemoria per il referendum (il volantino, un video che ti piace, una foto…)
4) taxi referendario: quando vai al seggio passa a prendere un amico, accompagna qualcuno che non ha la macchina o ha problemi ad andare a votare;
5) fantasia: telefonate, sms, cene referendarie, manifesti, fai tu. E fai girare questo messaggio ai tuoi contatti;
6) passa in sede IDV a prendere 50 volantini da distribuire tra i tuoi vicini (si fa presto, e se siamo in tanti sarà un successo!!!)

Grazie per tutto ciò che riuscirai a fare: raggiungere il quorum si può, e anche tu sarai protagonista della nostra causa!!

Liana Angelini (340 8707083)
Coordinatrice del Comitato VOTA SI’ PER FERMARE IL NUCLEARE

Elita Viola
Coordinatrice Giovani IDV Forlì-Cesena (per coordinamento legittimo impedimento e iovotofuorisede)

Presidio della Legalità

Grande successo del Presidio della Legalità che ha visto sabato 29 maggio, protagonisti i Giovani Idv Forlì-Cesena insieme al responsabile cittadino forlivese Loris Soprani, indossare le toghe da magistrati e distribuire materiale informativo sui quesiti referendari.
Iniziativa che si ripeterà mercoledì 8 giugno in occasione di “Forlì nel Cuore”, nel tentativo di sensibilizzare ulteriormente la cittadinanza dell’importanza di andare a votare il 12 e 13 giugno.

Votare fuori Sede è un tuo Diritto

Studente fuori sede? Votare ai referendum è un tuo diritto!! Noi ti diamo la possibilità di esercitarlo!!
Contattaci a idvgiovani.fc@gmail.com

Ed invia i seguenti dati:

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e ricorda di portare con te la tua tessera elettorale.

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